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Fca crolla del 19,2% e finisce sotto il 25% di quota di mercato

Le immatricolazioni di auto in Italia a giugno si attestano a 174.702 veicoli, in calo del 7,25%, rispetto alla stesso periodo del 2017, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti. Il gruppo Fiat Chrysler (che comprende i marchi Alfa Romeo, Chrysler, Jeep, Dodge, Lancia, Maserati e Fiat) ha registrato un calo del 19,2% a veicoli. La sua quota di mercato si è attesta al 24,95% dal 27,77% di maggio.

MARCHIO FIAT IN CALO - Il marchio Fiat ha registrato un calo del 30,65% a 27.988 veicoli immatricolati, Alfa Ro­meo del 22,73% a 3.648, Lancia del 13,38% a 3.994. Balzo di Chrysler, Jeep e Dodge (+91,7% a 7.713). Fiat Panda resta in testa alla classifica dei modelli piu venduti. Nello scorso mese le vendite di Panda sono 9.370 e distanziano nettamente Fiat 500X (5.043), Renault Clio (4.881) e Lancia Ypsilon (3.994), dice una nota Anfia. Quinto posto per Jeep Renegade (3.927) che precede VW Polo (3.882), Fiat Tipo (3.784), Jeep Compass (3.588), VW Golf (3.580) e Citroen C3 (3.300). Decisamente più contenuta e' la contrazione dell'intero primo semestre che, con 1.120.829 immatricolazioni, accusa un calo dell'1,45%. Sui risultati di giugno e del primo semestre, si legge in una nota del Centro Studi Promotor, pesano la decisione del Gruppo Fca di dare precedenza alle vendite ai clienti privati piuttosto che a quelle sugli altri canali che sono decisamente meno remunerativi. Conseguenza di questa scelta sono cali (peraltro previsti e annunciati) delle immatricolazioni Fca del 19,3% in giugno e del 9,07% nel primo semestre. Al netto dei dati del gruppo Fca, il mercato italiano nel primo semestre e' in lieve crescita (+1,71%) e questo conferma la previsione del Centro Studi Promotor per l'intero anno di vendite sostanzialmen­te sui livelli del 2017, cioe' leggermente al di sotto della soglia dei due milioni di immatricolazioni. Sull'andamento delle immatricolazioni pesano nel 2018 le incertezze sulla situazione politica che hanno caratterizzato il primo semestre dell'anno e pesa pure il rallentamento del tasso di crescita del Pil. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il Pil è cresciuto del­l'1,4% nel primo trimestre 2018. Nel 2017 era cresciuto dell'1,6% nel quarto trimestre e dell'1,7% nel terzo. Oltre a questi elementi di freno incidono negativamente sulla domanda di autovetture anche le perplessità dei proprietari di auto diesel da sostituire sulla scelta della nuova auto. Data la "demonizzazione" di questo tipo di alimentazione questi potenziali acquirenti si chiedono se orientarsi nuovamente sul diesel o se passare ad un altro tipo di alimentazione e, se si, a quale. Molti automobilisti in questa situazione rinviano acquisti gia' maturi. Ovviamente l'impatto sulle immatricolazioni è negativo.

FLESSIONE DEL DIESEL - Interessante è comunque constatare che la quota delle die­sel sulle vendite è in diminuzione a vantaggio soprattutto delle auto a benzina (che per inciso hanno emissioni di CO2 piu' elevate) e di quelle a metano. Nonostante i molti elementi negativi - prosegue il comunicato - il mercato dell'auto, dopo crescite del 16% nel 2015 e nel 2016 e dell'8% nel 2017, sta vivendo nel 2018 una fase di consolidamento. Il raggiungimento del livello delle immatricolazioni del periodo an­te-crisi e' ancora lontano, ma, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, il mercato auto italiano dovrebbe entrare in una nuova fase di recupero gia' nel 2019. Anche le prospettive per i prossimi mesi sembrano moderatamente positive. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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