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Brogli elettorali a Cassino, tutto rinviato: a rischio parte delle intercettazioni e delle indagini

Brogli elettorali alle amministrative 2016, per sapere se i tre indagati saranno rinviati a giudizio o verrà emessa una sentenza di non luogo a procedere, si dovrà necessariamente attendere il prossimo 13 novembre. Un rinvio della decisione del Gup, attesissima in città, resosi necessario alla luce delle importanti eccezioni sollevate  ieri dal collegio difensivo composto dagli avvocati Benedetto Valerio ed Antonio Rauzzino per il presidente della sezione 30; Antonio Fraioli per la segretaria della sezione e Gianluca Ciaraldi per l’ex assessore alla polizia locale Igor Fonte. L’udienza è durata oltre tre ore nelle quali sono state presentate da Valerio e Rauzzino, ed illustrate con piglio deciso da quest’ultimo, una lunga serie di obiezioni che potrebbero persino vanificare una parte sostanziosa delle indagini condotte subito dopo il voto amministrativo del 2016. Quattro le eccezioni principali sollevate, alle quali si sono associati anche gli altri legali presenti in udienza. Due hanno riguardato le intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, eseguite nel corso dell’inchiesta. Innanzitutto secondo i difensori non sarebbe stata assicurata la necessaria continuità alle autorizzazioni che avrebbero dovuto garantire la legittimità delle stesse intercettazioni. A detta degli avvocati questo sarebbe accaduto in almeno due occasioni. E se il Giudice per le Udienze Preliminari dovesse rilevare la fondatezza di questa contestazione, una parte corposa delle intercettazioni non avrebbe più alcun valore. Invece per le ambientali, collocate all’interno dell’automobile del presidente della sezione 30, i difensori di quest’ultimo hanno eccepito la correttezza del decreto autorizzativo, evidenziando un contrasto tra le motivazioni ed il provvedimento poi emesso dal giudice. La terza eccezione ha riguardato la mancata notifica, ai tre indagati, delle richieste di proroga delle indagini preliminari, prevista entro e non oltre cinque giorni dall’emissione dell’atto. Secondo quanto appreso, come per il caso delle intercettazioni telefoniche, se il Gup Vittoria Sodani dovesse considerare fondata anche tale contestazione, le attività di indagine successive al 29 settembre 2016 potrebbero essere dichiarate nulle e non avere alcun valore probatorio. Infine, in merito al saggio grafico a cui vennero sottoposti nel mese di ottobre del 2016 i quattro scrutatori e la segretaria della sezione 30 di località Antridonati, il collegio difensivo ha evidenziato che le risultanze sarebbero state depositate tardivamente rispetto ai termini prestabiliti, senza la necessaria ed espressa autorizzazione del giudice. Naturalmente il Pubblico Ministero, che per l’occasione era Afredo Mattei, ha contestato tutte le eccezioni sollevate dai quattro avvocati presenti in udienza. Ed il Gup a sua volta si è riservato di esprimersi sulle obiezioni del collegio difensivo ed ha aggiornato l’udienza al prossimo 13 novembre.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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