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ad Arpino lapide

Centocinquant'anni fa moriva il musicista arpinate Carlo Conti

Carlo Conti  nacque ad Arpino, allora provincia di Terra di Lavoro con capoluogo Caserta, il 10 ottobre del 1796. I genitori, Luigi e Maria Ruggieri, di condizione agiata, avrebbero voluto che il figlio studiasse chimica e medicina e vi si addottorasse ed egli, per compiacenza, iniziò tali studi che ben presto, però, tralasciò per assecondare la sua vocazione musicale. La sua formazione si ebbe a Napoli, la capitale del Regno, che a quell’epoca era considerata unanimamente la capitale europea della musica. Nel 1812 fu ammesso nel Real Collegio di San Sebastiano di Napoli. Per un triennio completò  gli studi di composizione vocale e si perfezionò nella strumentazione. Per consolidare infine la sua formazione di base si dedicò, allo studio dei grandi classici della musica, da Jommelli, Piccinni e Sacchini a Bach, Haydn e Mozart. Nel biennio 1819-21 il Conti esercitò al collegio San Sebastiano la funzione di “maestrino”, avendo come allievi, tra gli altri Bellini. Dapprima si cimentò a comporre sinfonie e pezzi sacri ma poi mirò essenzialmente al teatro, dove portò in scena, con alterne fortune, molte opere. Gradualmente, però, maturò in lui la più congeniale vocazione alla didattica. Con l’avvento di Mercadante a direttore del collegio di San Sebastiano e le dimissioni di Donizetti dalla cattedra di contrappunto e composizione, fu scelto a titolare della cattedra stessa (1846). In seguito fu eletto presidente della Reale Accademia di Belle Arti di Napoli per il triennio 1851-53 e poi segretario perpetuo della stessa. Nel 1858, per motivi personali si dimise dall'insegnamento e si ritirò in Arpino. Poi però su sollecitazioni di molti, nel 1862 tornò ad insegnare a Napoli, anche se per motivi di salute alternava soggiorni sempre più  frequenti ad Arpino. L’aggravarsi di disturbi gastro-intestinali costrinsero il Conti a ritirarsi definitivamente ad Arpino ove si spense il 10 luglio del 1868.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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