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Area di crisi Frosinone-Anagni, emendamento De Petris considerato inammissibile

Possibile, Sinistra Italiana e tutte le forze territoriali che sostengono il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali accolgono con profondo dispiacere la notizia della inammissibilità dell’emendamento presentato dalla senatrice De Petris per rifinanziare la mobilità straordinaria dei lavoratori di Vertenza Frusinate per l’anno 2019. Lo evidenzia Sandra Penge che sottolinea come l’emendamento sia stato infatti «dichiarato inammissibile per mancanza di attinenza con il tema del decreto “Mille proroghe” in cui sarebbe stato inserito. Temevamo che accadesse, in quan­to il decreto in esame era relativo a proroghe, appunto, di termini di atti legislativi; abbiamo tuttavia ritenuto che la situazione di emergenza in cui si trovano le centinaia di disoccupati della nostra provincia rendesse estremamente urgente l’approvazione di un provvedimento in loro favore e l’occasione del “Mille proroghe” era la prima che si potesse sfruttare. Per questi motivi – durante l’assemblea di Vertenza Frusinate del 30 luglio – avevamo chiesto alla deputata del M5S Segneri di propugnare presso i suoi colleghi senatori l’ammissibilità del provvedimento a firma De Petris. Nella situazione attuale, invece, bisognerà aspettare la discussione della legge di bilancio, nella quale il governo dovrebbe cercare le risorse per rifinanziare tutte le aree di crisi complessa d’Italia, tra cui anche la nostra. Altri mesi di attesa e di incertezza per Vertenza Frusinate, insomma. Auspichiamo che in quella sede (e durante il futuro lavoro sulla eventuale Nona salvaguardia per gli esodati) tutti i parlamentari e tutti gli eletti del nostro territorio a tutti i livelli e di tutti i partiti collaborino fattivamente tra loro e con la nostra compagine per risolvere il problema di centinaia di famiglie che tra qualche mese non avranno alcuna fonte di reddito».
«Nell’attesa che si possa risolvere questa vicenda su base nazionale con la collaborazione di tutti - spiega Sandra Penge -, lavoreremo affinché a livello regionale non si attendano con inerzia le decisioni nazionali e si operi da subito per reperire fondi e per chiederne l’eventuale sblocco al Ministero del Lavoro e Sviluppo Economico. A questo scopo, con la collaborazione del segretario di SI Marco Maddalena e della stessa senatrice De Petris, ci adopereremo per combinare al più presto, come promesso, un incontro con le forze sindacali, l’assessore Di Berardino e tutti coloro che, anche all’interno del consiglio regionale, sono interessati a contribuire alla risoluzione della questione».
«In attesa del reddito di cittadinanza e dell'attivazione di una riforma nazionale delle tanto decantate politiche attive al lavoro - ha spiegato da parte sua Marco Maddalena -, ci troviamo di fronte all’ennesima emergenza sociale e alla carenza delle politiche di reinserimento nel mondo del lavoro. Dopo una prima proroga della mobilità per il 2018, siamo al punto di partenza con il rischio di mancato finanziamento della mobilità in deroga per il 2019 e con gli ex lavoratori delle aree di crisi complesse ancora non occupati. Come proposto dalle organizzazioni sindacali è necessario rilanciare un tavolo specifico per discutere e pianificare progetti che coinvolgano le istituzioni locali, le associazioni datoriali e i servizi per l’impiego che si ponga l'obiettivo di far decollare le politiche attive. In tal senso ci adopereremo per avviare un confronto in merito con l’Assessore Regionale al Lavoro, Claudio Di Berardino».
L’emendamento della De Petris intendeva «continuare a dare un sostegno economico di “dignità” alle famiglie degli ex lavoratori delle aree di crisi complesse, che si sono organizzati in vertenze proprie, ma siamo anche consapevoli che lo strumento delle politiche attive insieme ad un piano strutturale per l’occupazione sono l’ uniche misure capaci di determinare condizioni utili per garantire l’inserimento degli inoccupati e la ricollocazione dei lavoratori percettori di mobilità in deroga, in particolare nelle aree di crisi industriali complesse. Se ci sono territori nel Lazio che sono stati dichiarati “Area di crisi industriale complessa”, ciò vuol dire che esiste un dramma occupazionale che non può essere affrontato in prospettiva esclusivamente con gli ammortizzatori sociali, nonostante al momento siano evidentemente l'unico sostegno per molti ex lavoratori», ha concluso il segretario Regionale di Sinistra Italiana.
Intanto ieri si è svolto al Ministero del Lavoro l’atteso incontro fra il sottosegretario Claudio Durigon, il capo segreteria Raffaele Fontana ed i rappresentanti sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. In una nota a firma congiunta si legge che l’impegno del sottosegretario Durigon “è stato quello, innanzitutto, di verificare la fattibilità di quanto discusso al tavolo” (reperimento di risorse economiche per la copertura della mobilità in deroga ed altre criticità dell’area di crisi complessa Frosinone-Anagni) “e di convocare un nuovo incontro nel mese di settembre, al quale poter coinvolgere tutti gli attori istituzionali del territorio, al fine di dare una nuova progettualità e speranza a tante persone che oggi vivono il dramma della disoccupazione”.
Le organizzazioni sindacali (rappresentate da Dario D'Arcangelis per la Cgil, Enrico Coppotelli segretario generale Cisl, Anita Tarquini segretaria generale provinciale Uil ed Enzo Valente, segretario generale provinciale Ugl) hanno sottolineato che “si è dibattuto sul reperimento delle risorse economiche necessarie alla copertura di tutte e finestre per lanno 2018 come stabilito dall’accordo quadro 28 febbraio 2018 stipulato tra la Regione Lazio e le organizzazioni sindacali. Le oo.ss. hanno altresì ribadito l’esigenza di prorogare l’istituto della mobilità in deroga anche per l’anno 2019, al fine di completare un percorso che, attraverso le politiche attive, possa ridare dignità e prospettive future a anti disoccupati interessati”.
Nel confronto Durigon - sindacati si è discusso anche della call per l’area di crisi che ha visto 180 manifestazioni di interesse da parte delle aziende: tocca ad Invitalia adesso pubblicare i bandi. I sindacati hanno chiesto che venga sollecitato l’iter affinché si creino presto concrete possibilità per nuova occupazione nell’agglomerato industriale Frosinone-Anagni.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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