L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato accoglie la sospensiva: Ferdinandi resta al governo della città

Il Consiglio di Stato ha emesso un’importante ordinanza: i giudici hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata, in prima istanza, dagli avvocati Massimo Di Sotto (legale del sindaco Gioacchino Ferdinandi e degli altri consiglieri eletti), Giovanni Malinconico (per l’ente comunale) e Ferdinando Tomassi (per l’assessore Marialisa Tomassi). Contrario, solo in un primo momento, ma favorevole alla sospensiva il 12 luglio (giorno dell’udienza), il consigliere d’opposizione della lista “Azione Comune”, Ettore Urbano. La terza sezione ha sospeso il giudizio sino alla definizione di quello di falso pendente in sede civile. E’ stata fondamentale la perizia grafica sulle 59 schede segnate da simboli geometrici (cerchi, quadrati e triangoli) eseguita poco tempo fa dal Consulente della Procura e della Dda di Napoli. Una perizia accurata, meticolosa e articolata. La disamina della professionista ha individuato, in primis, le caratteristiche grafologiche intrinseche ai tracciati grafici in verifica, per poi procedere al controllo incrociato tra gli stessi, al fine di rilevare eventuali peculiarità riconducibili al medesimo alveo scrittorio. Su 59 schede, almeno 53 sarebbero riconducibili ad un’unica mano. Dopo la notizia sull’esito della perizia ad opera della Procura della Repubblica, il sindaco Gioacchino Ferdinandi, unitamente a tutta la maggioranza, decise di proporre querela di falso contro la contraffazione delle 59 schede. La querela di falso è lo strumento che il codice di procedura prevede per far sì che una falsificazione, come quella posta in essere in questo caso, non produca il valore di prova in un processo. «Eravamo sicuri del risultato elettorale e la perizia è una prima conferma che ripristina la verità nella nostra città – affermava il sindaco Ferdinandi durante la conferenza stampa dello scorso 22 maggio -. Eravamo assetati di giustizia e un primo elemento (la perizia, ndr) chiarisce cosa sia accaduto alle nostre spalle. Dobbiamo lasciare lavorare gli inquirenti serenamente e aspettare fiduciosi che i colpevoli di questa incresciosa vicenda paghino le conseguenze di un’azione ignobile nei confronti di un’intera comunità. Oggi non è il momento di entrare nel merito della questione dato che c’è un’indagine in corso ma il tempo è galantuomo e sono certo che tutti i nodi verranno al pettine» – affermava il sindaco -. I giudici della Suprema Corte romani hanno accolto le tesi di entrambe le parti in attesa che venga fatta chiarezza sulla delicatissima indagine per i presunti brogli elettorali a Piedimonte San Germano (in riferimento alle consultazioni amministrative dell’11 giugno 2017) che, fino ad oggi, vede sei persone indagate: il responsabile del procedimento dell’ufficio elettorale Luigi Spiridigliozzi, due rappresentanti di lista, una donna, il consigliere d’opposizione Maurizio Riccardi, e il capogruppo di “Azione Comune”, Ettore Urbano, iscritto a garanzia nel registro degli indagati per il reato di violazione della legge elettorale. Ferdinandi resta sindaco, quindi, e continuerà a guidare il paese. Un’ordinanza quasi scontata a quanto pare, quella dei giudici capitolini, anche se c’è grande attesa per la lettura delle motivazioni. Ventisei giorni di attesa da quel famoso 12 luglio scorso che vide gli avvocati delle parti interessate comparire davanti ai giudici del Consiglio di Stato. Erano presenti gli avvocati Massimo Di Sotto (legale del sindaco Gioacchino Ferdinandi e degli altri consiglieri eletti), Giovanni Malinconico (per l’ente comunale) e Ferdinando Tomassi (per l’assessore Marialisa Tomassi). In aula anche l’avvocato Francesco Scalia, per il consigliere di “Azione Comune”, Ettore Urbano. L’avvocato Massimo Di Sotto esponeva i contenuti della querela di falso ribadendo la centralità delle censure avanzate con la stessa, evidenziandone la pregiudizialità rispetto alla decisione del Consiglio di Stato sulle stesse schede imputate di falso sia dalla Procura della Repubblica di Cassino, che dallo stesso a mezzo predetta querela. L’avvocato Giovanni Malinconico ribadiva la posizione di terzietà dell’ente rispetto ai contendenti, pur tuttavia evidenziando l’esigenza di accertare la verità in ogni sede. Una richiesta di sospensiva, ricordiamolo, presentata nel maggio scorso dagli avvocati Giovanni Malinconico e Massimo Di Sotto, affinché quelle 59 schede ritenute «contraffatte» non avessero prodotto più effetti probatori nel procedimento amministrativo e quindi che sarebbero andare a fornire elemento probatorio per annullare il voto o modificarlo. Ventisei giorni che hanno lasciato i cittadini col fiato sospeso ma che, adesso, hanno quantomeno una certezza: Ferdinandi e la sua amministrazione restano al governo della città.                                 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it