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Il cantiere di San Bartolomeo Il cantiere di San Bartolomeo

«I loculi non arrivano, ma chiedono soldi per trasferire le salme»

Morire a Cassino costa caro. Soprattutto se si esala l’ultimo respiro prima che siano pronti i loculi del camposanto di San Bartolomeo. Con i clamorosi ritardi nell’ampliamento del cimitero, la cui realizzazione è stata assicurata con i soldi pagati in anticipo da centinaia di cassinati, nel caso in cui uno di questi ultimi dovesse aver “bisogno” del loculo acquistato, le spoglie verrebbero collocate in uno spazio provvisorio, in attesa della consegna di quello “definitivo”, già pagato profumatamente al comune. Ma il bello è che i costi di questa operazione, che prevede lo spostamento della salma nel loculo concesso per 99 anni, saranno totalmente a carico dei cittadini. A fare questa amara scoperta una famiglia cassinate, che dopo aver atteso, a lungo ed inutilmente, la consegna di due loculi acquistati dai nonni per la ragguardevole cifra di 4mila 100 euro e rotti, ha chiesto al gabbiotto posto all’ingresso del cimitero informazioni circa i ritardi dei lavori d’ampliamento. «Quando abbiamo domandato ai dipendenti comunali presenti cosa sarebbe successo nel caso in cui uno dei cittadini che hanno acquistato il loculo fosse deceduto prima della consegna delle opere - ha spiegato un componente dalla famiglia R. - ci è stato risposto che la salma sarebbe stata collocata in un loculo temporaneo. E che, una volta conclusi i lavori, sarebbe stata trasferita in quello nuovo e definitivo. Sui motivi che hanno determinato i ritardi nella realizzazione delle opere ovviamente la risposta è stata poco esaustiva, mentre a chiare lettere ci è stato spiegato che lo spostamento della salma sarebbe stato addebitato a noi cittadini! Una risposta questa che non avremmo mai voluto ricevere - ha aggiunto il residente -. Una risposta che ci ha semplicemente lasciato esterrefatti. I nostri nonni 90enni risiedono in Francia, ed hanno pagato oltre 4000 euro al comune di Cassino per tornare, un giorno, nella loro terra d’origine. E se pensiamo che i loculi dovevano essere consegnati a coloro che avevano pagato ingenti somme in anticipo, nel mese di luglio del 2017, lo stupore diventa immediatamente rabbia. Un conto è parlare di una collocazione temporanea di una salma e del pagamento delle eventuali spese ad un cittadino che non ha acquistato la concessione del loculo. Cosa ben diversa è farlo con chi, come nel caso della nostra famiglia, ha speso una cifra importante per qualcosa che non è stato nemmeno realizzato nei tempi previsti». Secondo quanto appreso la spesa che andrebbe affrontata per spostare una salma da un loculo all’altro, si aggira sui 70-80 euro. Ma per la famiglia R. non conta l’importo di questo «ulteriore ed inaccettabile esborso». «E’ una questione di principio - ha spiegato uno dei nipoti della coppia 90enne residente in Francia, sfogliando il contratto di concessione sottoscritto con il comune e tutti i documenti che attestano il pagamento della concessione -. Secondo l’avviso pubblico del municipio i loculi sarebbero stati realizzati e consegnati nel 2017, a luglio. E di conseguenza è il comune a non aver rispettato i patti, non certo noi cittadini. Nonostante ciò ci viene detto che l’eventuale trasferimento sarà a nostro carico. Fosse pure un solo euro da sborsare sarebbe davvero una beffa. Ed in fondo lo è già visto che nel contratto firmato tra noi e la municipalità sono state fissate scadenze perentorie per i pagamenti e per l’esercizio della prelazione. Per quest’ultimo caso ad esempio, gli uffici comunali hanno riportato sui documenti ufficiali che se non ci fossimo presentati entro un determinato giorno in municipio, avremmo perso ogni diritto di prelazione sui loculi richiesti». In breve ai cittadini sono state imposte scadenze tassative, mentre qualcuno «si permette di chiedere altri soldi alle famiglie nonostante il ritardo nella consegna dei loculi abbia superato 12 mesi!». «Quando abbiamo formalizzato  la richiesta di concessione, inoltre - hanno spiegato ancora dalla famiglia R. - siamo stati obbligati a procedere al pagamento degli oltre 4100 euro entro il “termine perentorio di 5 giorni”.  E negli atti gli uffici hanno pure sottolineato questo passaggio. Siamo davvero scandalizzati da tutto ciò - ha concluso il nipote dei due 90enni - davvero non abbiamo più parole per descrivere cosa stiamo vivendo.   E data la situazione, anche alla luce dei silenzi del comune sul cimitero, non abbiamo avuto ancora il coraggio di spiegare ai nostri nonni tutto ciò che sta accadendo».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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