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Una veduta di Anagni Una veduta di Anagni

Anagni, anche Legambiente è contro la sospensione della Ztl in centro

Non si placano le polemiche sulla possibile sospensione della Ztl nel centro storico di Anagni come proposto dall’amministrazione Natalia. Sul tema hanno già espresso le proprie perplessità i consiglieri d’opposizione Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni), Fernando Fioramonti (Movimento 5 Stelle) e Sandro Tagliaboschi (Pd)  che hanno manifestato pubblicamente la loro contraietà. Posizione completamente opposta quella del consigliere Valeriano Tasca (CasaPoundItalia) che ha espresso il desiderio di far tornare le auto in centro. 
Al dibattito si aggiunge il Circolo Legambiente di Anagni che punta a salvaguardare il centro cittadino dalle automobili lasciandolo a pedoni e bici.  
«Il Circolo Legambiente di Anagni esprime perplessità su quanto riportato dalla stampa locale, riguardo la proposta dell'amministrazione Natalia di garantire una maggiore vivibilità del centro storico della Città attraverso la sospensione della ZTL - si legge in un nota stampa inviata dall’associazione ambientalista - Chiediamo di non guardare alle singole strade, ma riuscire ad avere una visione avanzata della città nel suo insieme. Vorremmo che si restituisse il Centro Storico di Anagni all’uso esclusivo di chi si sposta a piedi o in bicicletta.
Una chiusura parziale (regolata dalla ZTL più o meno estesa negli orari) sicuramente alleggerirebbe il traffico, ma nello stesso tempo lascerebbe il Corso Vittorio Emanuele come un’arteria di transito per i veicoli a motore. Ci aspettiamo, insomma, un piano più ambizioso orientato a ridurre la pressione automobilistica lungo il tracciato del Corso, salvaguardando i diritti di accesso dei residenti ma ridisegnando la viabilità a misura di pedoni, ciclisti e utenti del trasporto pubblico, per una città che metta finalmente in campo le migliori soluzioni per garantire spostamenti sicuri, efficienti, moderni, puliti e migliorare la qualità del tessuto urbano e la qualità della vita per cittadini e turisti. Una città dove la domanda di mobilità venga soddisfatta dal trasporto pubblico, meglio se elettrico, dai piedi e dalle biciclette e dove all’auto privata sia lasciata solo una quota residuale degli spostamenti. 
E’ un fatto che ormai l’offerta commerciale del Corso sia costituita prevalentemente da ristoranti, bar e punti ristoro, cui sono stati concessi spazi esterni. Però è anche noto che molti avventori si lamentino di dover prendere un gelato o una pizza all'aperto con l’indesiderabile condimento di smog e fumi di scarico delle autovetture. Oltretutto il traffico in una strada principale tanto stretta, fiancheggiata da alti palazzi e senza marciapiedi, rappresenta un pericolo fisico per i cittadini e i turisti; inquina, creando problemi di salute a chi si avventura nel centro storico e a chi ci vive; e danneggia la bella pavimentazione che, evidentemente, era stata progettata per essere solo pedonale, se dopo una decina di anni è già stata così compromessa dal peso dei veicoli.
E non è certamente la ZTL a creare problemi al commercio nel Centro Storico, né potrà essere il traffico libero a dar linfa vitale ai negozi. 
Sappiamo bene che la Città di Anagni ha la fortuna di possedere un Centro Storico ben conservato e ben definito, racchiuso dalle vie di circonvallazione tracciate a ridosso della antica cerchia di mura e attraversato dal Corso principale, che collega le maggiori Piazze della città, veri scrigni di tesori di arte ed architettura. Non è certamente merito di noi contemporanei, ma è il lascito di un importante passato che abbiamo il dovere di preservare. 
In moltissime città storiche italiane si ammirano esempi di ristrutturazione e salvaguardia della parte antica delle città: in molti casi, sono stati applicati nuovi concetti di recupero seguendo innovative definizioni urbanistiche -tra le quali la storicità, che include i valori culturali propri di una città e della sua comunità residente entro e fuori le mura- che hanno guidato gli amministratori nell'individuare le strategie più opportune per far vivere le città senza ridurle a cartoline da fotografare o scenografie per turisti. Con questi criteri, sono stati costruiti spazi comuni per vivere in maniera armoniosa, soddisfacendo desideri e bisogni. 
I Centri Storici della maggior parte delle città italiane -grandi e piccole- però, sono interdetti al traffico veicolare privato ed i bisogni di mobilità di cittadini e turisti sono garantiti da mezzi pubblici».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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