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La perquisizione dei carabinieri con il cane antidroga La perquisizione dei carabinieri con il cane antidroga

La base di spaccio era in casa: mamma e figli arrestati per droga

La droga, che fosse cocaina o marijuana, non c’era bisogno di ordinarla. Bastava salire al primo piano di una palazzina di via Pertini, nel quartiere San Bartolomeo a Cassino (una delle tante piazze di spaccio cittadine), bussare alla porta e chiedere la dose. Nessuna parola d’ordine, nessun preavviso meno che mai telefonico. Il passaggio droga-soldi avveniva velocemente. Il gioco di mani era una questione di minuti. Quanto la durata di un round. Sul ring, da una parte c’erano gli spacciatori e dall’altra i carabinieri che hanno vinto l’atto finale dopo aver eseguito decine di sequestri agli acquirenti appena usciti dall’appartamento degli spacciatori. Il cliente andava via con la sua dose giornaliera o settimanale, a seconda se si trattasse di “coca” o “erba”, e la famiglia di origine rom intascava il denaro. Ma puntualmente scattavano i sequestri. Cocaina e marijuana erano disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte: bastava recarsi a casa di A.D.S. di 53 anni che aveva coinvolto nel giro illecito di affari anche il figlio A.A.D.S. di 21 anni e la figlia F.D.S. di 19 anni. Ragazza incensurata fino a ieri quando i carabinieri hanno messo fine all’attività di spaccio che aveva come «base» (secondo il giudice per le indagini preliminari) proprio l’abitazione della 53enne. Mamma e figlio si trovano in carcere: la donna a Roma Rebibbia mentre il ragazzo a Cassino. La 19enne, invece, è ai domiciliari poiché da pochi mesi è diventata mamma e il gip ne ha tenuto conto.
L’accusa per tutti e tre è di spaccio continuato ed aggravato di sostanze stupefacenti. Nelle prossime ore, difesi dall’avvocato Mariano Giuliano, saranno interrogati dal gip Gabriele Montefusco che ha emesso il provvedimento. 
Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare, ieri alle 5.30, sono stati i carabinieri del Norm della Compagnia di Cassino diretti dal capitano Ivan Mastromanno. Sono bastati due mesi intensi di indagini, coordinate dal pm Roberto Bulgarini Nomi, per ricostruire la vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti che erano destinate ad una tipologia precisa di clienti: operai e precari di età compresa tra 25 e 45 anni. Gente residente in città e nell’hinterland. 
L’indagine, denominata “Dodicesimo Round” nasce a fine marzo durante alcuni controlli per contrastare il dilagante fenomeno dell’uso e dello spaccio di droghe. Un mese più tardi, a fine aprile, arriva un’ulteriore prova: la moglie di uno dei clienti della famiglia rom aveva trovato nel calzino del coniuge una dose di cocaina e si era rivolta ai carabinieri per denunciare quanto stava accadendo al marito. L’uomo - a detta della donna - privava la famiglia del denaro che invece usava per “pippare” la polvere bianca.  Gli investigatori del Norm della Compagnia hanno portato avanti una serie di riscontri fino all’inizio dell’estate: si sono piazzati a San Bartolomeo, hanno osservato i movimenti di coloro che entravano ed uscivano dal palazzo per poi bloccarli quando ripartivano a bordo dell’auto. Gli assuntori venivano identificati e segnalati alla Prefettura, la droga sequestrata. Essenziali, ai fini investigativi, le testimonianze dei clienti che in maniera precisa e puntuale hanno descritto dove si rifornivano, da chi, in che modo avveniva lo scambio e quante volte hanno comprato droga dalla famiglia rom. Perfino chi cedesse le dosi. I tre indagati sono stati identificati anche attraverso le immagini fotografiche. Indizi che per il gip Montefusco hanno avuto un peso rilevante nell’indagine da poter sostenere che al primo piano di una palazzina di San Bartolomeo si spacciava senza ombra di dubbio. 
Ieri all’alba quando i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza hanno anche perquisito l’abitazione e alcuni box in uso alla 53enne e ai suoi figli. E’ stato utilizzato anche un cane antidroga dell’Arma dei carabinieri, ma non sono state trovate tracce né di cocaina né di marijuana. Nemmeno di materiale per il confezionamento. La difesa si prepara ad affilare le armi. 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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