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L'incontro con i residenti di ieri in comune L'incontro con i residenti di ieri in comune

Caso Fiotech, la regione apre le porte a D’Alessandro sulla revoca dell'autorizzazione

Chi ha pensato che la recente richiesta di revoca delle autorizzazioni rilasciate alla Fiotech avanzata alla regione Lazio da D’Alessandro non fosse altro che una mossa politica per placare l’ira dei residenti di via Cerro e danneggiare al contempo Petrarcone, dovrà ricredersi leggendo la risposta giunta 24 ore fa in piazza De Gasperi. In un paio di righe infatti gli uffici della direzione regionale difesa del suolo e rifiuti hanno trasformato una remota speranza, quella dei cassinati dell’area industriale, nella concreta possibilità che si possa impedire alla società di via Cerro 48 di aprire i battenti. Nella nota inviata a Roma il primo ottobre scorso, il sindaco di Cassino ha ricordato alla regione Lazio che la determina con la quale è stata rilasciata all’azienda l’autorizzazione integrata ambientale per il trarttamento di rifiuti ospedalieri pericolosi e non, fu licenziata sulla base di «presupposti non veritieri». Si parla delle “famose” case sparse (che sparse non appaiono affatto) e della presunta assenza di «edifici scolastici, asili, ospedali, case di riposo ed altre strutture sensibili» nei pressi dell’impianto. Situazione questa rappresentata negli atti tecnici-amministrativi propedeutici al rilascio dell’Aia. Di contro il sindaco, unitamente al dirigente scolastico dell’IIs San Benedetto, hanno evidenziato alla direzione regionale, ma anche alla Prefettura di Frosinone, all’Arpa e agli uffici scolastici di provincia e regione, che la realtà è ben diversa da come è stata descritta in quegli atti. Si va dalla scuola con oltre 600 alunni situata ad meno di 1,5 km dalla Fiotech, alle sette strutture turistico ricettive che sorgno nella zona, dalla caserma dei vigili del fuoco alla sede della polizia stradale, passando per la sede della protezione civile, il Forum della Ricerca, quattro aziende agricole ed un’ attività florovivaistica. Tutti elementi che, a detta del sindaco D’Alessandro, sarebbero più che sufficienti per l’immediata revoca dell’AIA.  Dando riscontro alla richiesta del primo cittadino, la direzione regionale ha risposto facendo presente che «il comune di Cassino è stato parte integrante del procedimento» con il quale si è giunti al rilascio delle autorizzazioni, ed «è stato messo a conoscenza del procedimento in ogni fase». Una sottolineatura dovuta al fatto che nelle sei conferenze dei servizi tenutesi tra il novembre 2011 ed il marzo del 2014, l’amministrazione comunale dell’epoca, quella guidata dall’ex sindaco Petrarcone, «fu sempre assente - come ha ribadito nella nota inviata a Roma lo stesso D’Alessandro -, ad eccezione di quella che si tenne il 31 luglio 2013».   Un tavolo questo al quale partecipò solo il dirigente del settore tecnico dell’epoca. In ogni sede, comunque, i predecessori di D’Alessandro non avanzarono mai osservazioni o contestarono alcunché del progetto Fiotech, di cui non si seppe nulla fino al 2016. Il comune quindi fu sempre aggiornato sull’iter. E la regione questo ha tenuto a precisarlo a scanso di equivoci. «In ogni caso - ha evidenziato dalla direzione regionale difesa del suolo e rifiuti - si fa presente che le motivazione richiamate fanno riferimento ai criteri di localizzazione contenuti nel piano di gestione dei rifiuti» approvato nel 2012 e che «le indicazioni sulle distanze sono relative a fattori di attenzione progettuale, comunque valutati nell’istruttoria», mentre sulla «presenza di edifici sensibili quali l’IIs San Benedetto, i quali costituiscono fattori escludenti ai sensi del piano rifiuti, si è in fase di accertamento per l’adozione di conseguenti azioni di rigurardo».   Ma è il passaggio finale della nota fatta pervenire all’ente dalla regione Lazio quello certamente più importante: «Qualora ci sia evidenza di dichiarazioni ed attestazioni false da parte del sottoscrittore delle relazioni, si procederà per le responsabilità personali derivanti da tai false dichiarazioni e alla  valutazione della revoca dei suddetti rovvedimenti. A tal fine si chiede al comune di Cassino di inviare alla scrivente una relazione dell’ufficio tecnico che individui l’esatta distanza della scuola dal sito Fiotech». Detto, fatto. Già ieri il sindaco, tramite gli uffici tecnici, ha provveduto alla misurazione della effettiva distanza tra l’istituto scolastico ed il civico 48 di via Cerro, quantificata in 1,45 km.  Sufficiente secondo l’amministrazione, ad inficiare, unitamente a tutte le altre situazioni non rappresentate negli atti ufficiali, l’intera procedura di rilascio Aia, come evidenziato a chiare lettere anche dalla direzione regionale.  I contenuti della missiva della regione sono stati poi illustrati dal primo cittadino ai residenti di via Cerro  ieri sera in municipio, nel corso di un incontro, il secondo in una manciata di giorni, con una delegazione locale. Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, i consiglieri Carmine Di Mambro, Franco Evangelista e Rosario Franchitto, l’assessore Emanuele Dell’Omo e l’esponente leghista Robertino Marsella.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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