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Il ricordo di Angelo Riccardi a Sant’Ambrogio sul Garigliano

La cerimonia ha fatto seguito al conferimento della Medaglia d’Onore alla memoria dell’allora finanziere Angelo Riccardi, in quanto deportato e internato nei lager nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale, avvenuta durante la festa della Repubblica, il 2 giugno scorso, presso il palazzo della prefettura da parte del Prefetto Emilia Zarrilli. Il sindaco Sergio Messore ha tenuto la cerimonia ufficiale di commemorazione  il 6 ottobre,  alle  ore 18.00, presso la sede comunale, alla presenza di autorità civili e militari,  di amministratori,  degli ex sindaci Biagio Del Greco e Giovanni De Rosa, del presidente dell’Associazione Finanzieri d’Italia in congedo di Cassino, di parenti e amici. Per l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale interverrà Gaetano De Angelis Curtis, presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati. Saranno presenti i figli, Maria e Antonio Riccardi con i loro familiari, sicuri di rendere omaggio alla memoria del loro congiunto. Il riconoscimento è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in quanto, in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, Angelo Riccardi fu preso prigioniero dai Tedeschi e, rifiutandosi di collaborare e di aderire alla repubblica di Salò, fu deportato ed internato nei lager nazisti in Germania e destinato a lavori coatti. Nato a Sant’Ambrogio sul Garigliano nel 1923, arruolatosi giovanissimo come allievo Guardia di Finanza, entrò nel corpo il 10 maggio 1941 a soli 18 anni. Successivamente trasferito con il V battaglione Mobilitato della Regia Guardia di Finanza nel Peloponneso, in Grecia, e fu assegnato al primo plotone con distaccamento a Kato-Almirì, piccola e bella località sul mare distante pochi chilometri da Corinto. I finanzieri avevano il compito di vigilanza e difesa costiera, polizia militare e controllo economico. Fu subito apprezzato e benvoluto dagli abitanti del luogo, ebbe relazioni cordiali destinate a rimanere durature nel tempo. A seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, come tantissimi soldati italiani rimasti senza ordini e abbandonati a se stessi, fu catturato dai tedeschi e rinchiuso su un carro merci affollato e, dopo un lungo e disumano viaggio durato dodici giorni, fu condotto ad Amburgo  e successivamente al Lager III A Luckenwalde, a sud di Berlino, dove fu immatricolato con il numero 123280 III A. Il rifiuto a qualsiasi forma di collaborazione con il nazifascismo comportò umiliazioni di ogni sorta, freddo, fame, stenti di ogni genere e atroci sofferenze.  A Berlino insieme agli altri prigionieri fu utilizzato principalmente per lo sgombero delle macerie, in quanto i bombardamenti si erano fatti incessanti e la vita era continuamente a rischio. Infatti, intorno alla metà di marzo 1944, nei pressi di Alexander Platz, a seguito di incursioni aeree, Angelo fu ferito al torace e alla testa e due suoi compagni di prigionia, Luigi Miele e Alessandro Diodati, durante il bombardamento prontamente lo soccorsero e lo trasportarono immediatamente in una infermeria vicina, salvandogli la vita. Nel dicembre 1944 fu trasferito nella Renania, a Mannheim sul Reno. Qui fu adibito come operaio in una fabbrica di materiale bellico. Intanto la situazione in Germania diventava sempre più compromessa e si avvicinava la capitolazione.

Insignito con la Medaglia d’Onore alla memoria dal Presidente Mattarella
Insignito con la Medaglia d’Onore alla memoria dal Presidente Mattarella

Alla fine di aprile fu liberato vicino Lipsia dagli americani. Nell’agosto del 1945 finalmente rientrò con grandissima gioia a Sant’Ambrogio dove,  purtroppo, ritrovò un paese totalmente distrutto e apprese la dolorosa notizia che il padre Antonio e il fratello Biagio, di soli 23 anni, erano morti a seguito degli eventi bellici. L’esigenza primaria di questa iniziativa voluta dall’amministrazione comunale si basa sulla necessità di custodire la memoria storica individuale e collettiva, al fine di scongiurare simili esperienze nel futuro e per favorire la consapevolezza che il presente di pace e di prosperità è il frutto del sacrificio di tanti piccoli e grandi eroi. La comunità di Sant’Ambrogio sul Garigliano rende omaggio con questo evento alla Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla memoria del compianto Angelo Riccardi,  in quanto essa  rappresenta un alto riconoscimento  dello Stato e delle istituzioni ad un giovane finanziere che per quasi due anni dovette sopportare ogni genere di violenze in condizioni di vita inumane, per rimanere fedele all’onore di militare e di uomo, che scelse eroicamente la lenta agonia di fame, di stenti, di inenarrabili sofferenze fisiche e soprattutto morali. Angelo Riccardi è stato un fedele testimone di eventi devastanti della grande storia e non ha rinunciato mai ai valori come la libertà, la dignità, la giustizia, la  solidarietà, la fede nelle proprie idee, valori che ha trasmesso quotidianamente alla propria famiglia.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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