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Monticchio e Marsella (foto Panzini) Monticchio e Marsella (foto Panzini)

D'Alessandro dimissionario, la Lega ora incrocia le dita per fare il “pacchetto europee”

Le dimissioni del sindaco dovrebbero essere il classico fulmine a ciel sereno che sconquassa la vita politica di una città. A Cassino prima di Carlo Maria D’Alessandro solo il suo predecessore Giuseppe Golini Petrarcone  aveva scelto questa strada, per poi tornare sui propri passi qualche giorno dopo. Il documento protocollato ieri mattina verso le 13:30 dal primo cittadino sembra non avere scaldato gli animi più di una candelina messa su una torta di compleanno. Forse sarà stata l’apprensione per il malore ad ovattare o ammorbidire le prese di posizioni politiche. O forse non è stato un evento così eccezionale come si potrebbe pensare. Tutti gli indizi lasciavano pensare ad un colpo a sorpresa all’indomani delle prossime provinciali di gennaio, ma così non è stato e i tempi si sono notevolmente ristretti. Ancora non sono chiari i veri motivi di questa decisione, ma nella squadra di governo traspare un forte senso di rassegnazione. Il primo dato da registrare è la normalità con cui la notizia è stata appresa in seno alla maggioranza. Tutto lascia intendere che la mossa fosse stata ampiamente anticipata ad alcuni amministratori. Le facce scure di alcuni esponenti politici poi sono un altro segnale da non sottovalutare per il futuro. Nessuno si vuol sbilanciare, ma sul ritiro delle dimissioni c’è chi si dice molto scettico. Difficile però pensare che tra 19 giorni sarà annunciato un “rompete le righe” visto che non si registrerebbero grandi movimenti all’interno di Piazza De Gasperi per cercare un posto al sole in vista delle prossime elezioni amministrative che potrebbero tenersi assieme alle Europee a fine maggio. Un’ipotesi tutta da verificare se mai dovessero andare a buon fine le dimissioni, ma sulla quale qualcuno inizia già a ragionare. Se così fosse ci sarebbero fin da ora i caroselli dei leghisti che mai si sarebbero sognati un regalo del genere da parte del sindaco appena “abbandonato”. Non è un segreto che il Carroccio farebbe carte false per andare al voto assieme a Salvini così da capitalizzare il vento che spira a favore della Lega in quest’ultimo periodo. Un’ipotesi che, al contrario, getterebbe nello sconforto più totale il centrosinistra che non avrebbe tempo per montare la solita guerra interna e spaccarsi in due tronconi contrapposti alle elezioni correndo il rischio di dover affrontare il voto con un candidato unico o battendo ogni record di frammentazione visto che al momento sarebbero almeno cinque i papabili primi cittadini. Tornando all’attualità delle dimissioni è subito balzato all’occhio che il dissidio che c’è stato ieri mattina con la consigliera comunale Francesca Calvani non poteva essere la causa scatenante di una decisione così importante, anche perché in maggioranza si è visto molto di peggio in questi due anni e mezzo di governo: tanto che il primo cittadino ha dovuto leggere perfino un chiaro invito alle dimissioni postato su Facebook da parte di un suo consigliere. Allo stesso modo gli amministratori si sono dati pizzichi e pizzichi sulla pancia in questi due anni e mezzo e appare improbabile che la scelta di inserire due coordinatori nel bando per le strisce blu possa far saltare il banco. Anche se appare una decisione molto chiacchierata che potrebbe avere pesanti strascichi. Ironia della sorte solo qualche ora prima l’assessora alla cultura Maria Iannone era passata in Comune per concordare assieme al sindaco una conferenza stampa per annunciare il finanziamento di 50.000 euro ottenuto per il rifacimento del tetto dell'Historiale. Vista l’ora ormai tarda per convocare i giornalisti, il sindaco avrebbe proposto di spostare tutto di ventiquattro ore, peccato che nel frattempo siano arrivate le dimissioni.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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