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Enrica Iannucci, Giuseppe Recinto, Ida Raimondi, Giovanni Betta Enrica Iannucci, Giuseppe Recinto, Ida Raimondi, Giovanni Betta

Unicas saluta i docenti che alleggeriscono il maxidebito

L’atmosfera, ieri nell’Aula Salerno, era quella delle conviviali tra colleghi, con la bottiglia di spumante da stappare e il buffet in bella vista. Ma non c’era nessun compleanno da festeggiare, quanto piuttosto da dare il via ad una nuova era. Nel giorno del primo consiglio di dipartimento della presidente Enrica Iannucci, il rettore Giovanni Betta ha colto l’occasione per fare gli auguri all’ex delegata rettorale alla didattica e di fare l’in bocca al lupo all’uscente direttore Giuseppe Recinto destinato alla Federico II di Napoli. Uno degli uomini forti di Unicas che ha deciso di utlizzare l’emendamento che fino al 31 dicembre permetterà ai docenti di scegliere un’altra sede ospitante e “alleggerire” quindi l’ateneo cassinate di qualche onere retributivo. Che, a conti fatti e considerando che sono circa 50 i professori con la valigia o quelli che l’hanno già disfatta lontano da qui, come Paolo De Paolis di Lettere e Filosofia, farà risparmiare all’indebitata Unicas quasi 5 milioni di euro. «Avvicendamenti nella governance dei dipartimenti e nelle cattedre che meritano di essere festeggiati - ha sottolineato Betta citando anche il cambio della guardia tra la “storica” amministrativa Ida Raimondi (che prende servizio nel Dipartimento di Ingegneria) e Livia Iannucci «Grazie a Cassino, a tutti voi, per tutto quello che abbiamo condiviso in questi anni. Continuerò a fare il tifo per Cassino» «Altri atenei godranno della professionalità dei nostri colleghi e per noi, sinceramente, è una separazione dolorosa. Grazie di tutto quello che abbiamo realizzato insieme» ha aggiunto la presidente Iannucci. Alessandro Bucci, Alfonso Iodice D’Enza, Domenico Vistocco, Lorenzo Mercurio sono i professori in via di trasferimento che ieri hanno ricevuto il sigillo di ateneo e che sono stati salutati tra gli applausi. Per Ales, con cui Betta ha condiviso l’esperienza da preside nello stesso periodo e che continuerà la sua carriera accademica presso Napoli Parthenope, il rettore ha avuto parole di grande affetto e gratitudine. Alle quali Ales ha replicato con pari trasporto. «E’ una sensazione strana - ha commentato il professore di diritto del lavoro - perché la novità mi attrae, ma dopo 20 anni mi disorienta un po’. Da questo ateneo, in cui sono arrivato da ricercatore, ho ricevuto moltissimo. E penso di aver dato anche tanto, ma l’importante è che le istituzioni, a prescindere dalle persone che passano, continuino a funzionare e che, possibilmente, funzionino anche meglio». A Recinto, “esempio e guida straordinaria”, Betta ha voluto ricordare il cammino percorso insieme, tra tante difficoltà. . «Abbiamo ancora qualche battaglia da vincere, ma comunque vada questa vicenda, più di quello che è stato fatto, anche nei momenti di maggior tensione, non era possibile. Giuseppe sta continuando a correre per Cassino e il suo rettore fortunatamente è al nostro fianco...». A chiudere la carrellata di saluti è stato il senatore accademico e segretario regionale Cisl, Francesco Cuzzi che non ha nascosto la sua emozione. «Non è semplice per me, considerando il rapporto umano e personale che mi unisce a Recinto. Davvero auguro ai docenti che ci lasciano, andando in altri atenei, di fare anche meglio di quanto hanno realizzato qui. Da parte dei tecnici amministrativi vi ringrazio per il vostro gesto. Il tunnel? Sono uno sportivo ed un ottimista, sono sicuro che stiamo vedendo la luce. Come università abbiamo dimostrato, in un momento di grande difficoltà, di essere un bel gruppo». Si chiude un’ era, dunque. Il nuovo Dipeg inizia la sua corsa, nell’anno accademico in cui ricorre il quarantennale dell’ateneo. 

Il grazie degli studenti - Pierluca Venticinque e Stefano Di Pofi, a nome di Primavera Studentesca hanno  ringraziato la dottoressa Ida Raimondi, segretaria di dipartimento: «Ci hai trasmesso forza e voglia di fare ed hai avuto un consiglio per tutti noi. Sei stata un porto sicuro per noi studenti e per i docenti, senza mai risparmiarti. Ci mancherai, il Dipeg avra’ sempre bisogno di te e ci auguriamo che tu abbia sempre nuove soddisfazioni». Anche per il professor Recinto, parole di elogio: «Lascia il nostro ateneo dopo anni di grandi traguardi, che devono essere punto di partenza per ulteriori obiettivi. Grazie per quanto fatto con noi e per noi, rivolgiamo il nostro in bocca al lupo a Lei che e’ stato sempre dalla nostra parte e ci ha lasciato la porta sempre aperta. Ad maiora, direttore». 

Il bagaglio di chi va. E il coraggio di chi resta - Chiamiamolo pure come vogliamo: rinnovamento, sacrificio o scelta di buon senso. E ancora trampolino di lancio per una carriera più prestigiosa per chi, con il blocco del turnover, forse a Cassino avrebbe le ali tarpate per chissà quanti anni ancora. Comunque lo si voglia definire, quel “trasloco” di docenti che hanno segnato la storia dell’università del nostro territorio e che tra alterne vicende ne hanno condizionato umori e performance, fa davvero un certo effetto. Spariscono, con un colpo di penna, nomi che hanno formato generazioni di studenti, pubblicato libri, organizzato convegni, firmato progetti. E’ già a Verona Paolo De Paolis, a Napoli Parthenope Paolo Vigo, mentre l’esodo più consistente si registra verso la Federico II di Napoli. E’ lì che si ritroveranno Ciro Attaianese, Massimo Adinolfi, Livio Cricelli, Recinto e Vistocco, Marco Lops, Francesco Calabrò. In partenza anche gli ingegneri Francesco Tortorella e Marco Ceccarelli. Da Lettere (che subisce un taglio piuttosto consistente) Franco De Vivo, Giuseppe Antonelli, Valerio Magrelli, Antonio Iermano e poi ancora da Giurisprudenza Pierpaolo Dell’Anno. Salutano anche Amelia Broccoli, Brigitte Battel e Ivana Bruno, Raffaele Trequattrini e Fabio De Felice. Ma è anche deciso a svuotare i cassetti pure il costituzionalista Fulvio Pastore, atteso anche lui alla Federico II.  A questo punto, verrebbe da dire che un grazie è doveroso per chi resta. A barcamenarsi su un  territorio non sempre amico, anzi spesso indifferente se non ostile allo sviluppo di un ateneo che, a sua volta, ha commesso molti errori. Tanti, messi in atto insieme ad una politica miope e poco sensibile a quel patrimonio inestimabile che è una gioventù ben formata. Ma questa è tutta un’altra storia.       

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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