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Diario settimanale: incarichi regionali, centrodestra a mo' di laboratorio, politica frusinate e Fca

La mozione di sfiducia che Lega e centrodestra regionale hanno presentato al presidente Nicola Zingaretti non romperà l’equilibrio, come pronosticato anche dalla pentastellata Roberta Lombardi. Ma è un segnale nefasto lo stesso per il governatore. L’anatra zoppa resiste ma non si sa fino a quando. Le battaglie congressuali rischiano di rovnare i sogni di gloria: non basta la finta neutralità dichiarata tra Astorre e Mancini per assicurarsi la non belligeranza dei renziani nel Lazio (consiglieri inclusi). Come pure suona sinistra la discesa in campo di Martina per le chance nazionali: l’ex segretario e l’ex ministro Minniti potrebbero apparecchiare un bel “panino” col presidente per companatico. Di sicuro, se perde la scommessa italiana, Zin­garetti rischia di vedersi sfuggire pure il resto. Intanto sta lavorando di fino con le consulenze: ha sistemato in segreterie varie, dirigenti di Articolo 1 per pararsi a sinistra.
A Frosinone il capo-circoscrizione De Angelis si è rischierato per lui. Il presidente del Consorzio Asi è un tipo che si è già portato la truppa dove voleva diverse volte e, quindi, una in più non fa differenza.
In questi giochetti la capacità più apprezzata è il saper barattare, non certo la coerenza. Il gioco gli riesce sempre: anche dopo incarichi tecnici in enti locali e consorzi riceve telefonate di ringraziamento. La gratitudine dei beneficiati è il suo elisir di lunga vita (politica). Probabilmente fiaccando le speranze di alcuni che rispettano le regole, credono nel merito, e magari sono pure disoccupati.
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Chissà se il sindaco di Cassino se ne sarà accorto di aver rimediato una figura accastanza barbina con quelle dimissioni rassegnate e, dopo macerata riflessione, ritirate. Avrà finalmente capito che i consigli offerti spassionatamente valgono più della vanagloria del titolo (sebbene elettivo). Caro D’Alessandro, tiri un bel respiro profondo e spezzi l’apparente cerchio magico che l’ha circondato. La corsa è finita da un pezzo. La città è allo stremo e, oltretutto, l’opposizione non ha granché da mostrare per cambiare le cose, avendo già dato prova di quel che è stata capace di promettere senza mantenere. Non è un caso se l’unica ambizione “visibile”, ad esempio, guardando alla dirigenza del Pd, non sia quella tendente a costruire - come si dice  se si è politicamente corretti - “una solida alternativa fondata su programmi e uomini determinati”. Ma la smania del noto privilegiato che cerca di andare “a non lavorare” alla Regione. Zingaretti sta abbondando in incarichi e distacchi che possono essere saldati in comode “rate” congressuali. Meglio approfittarne subito. Arrivare alla segreteria nazionale del Pd non è uno scherzo. C’è bisogno di tutti, proprio tutti, i possibili alleati. Inclusi i portatori di voti di incerte origini partitiche e motivazioni ideologiche. L’elargizione di denaro pubblico per le clientele, poi, non sarà certo una novità ma fa sempre un deciso ribrezzo.
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Il centrodestra cassinate, intanto è divenuto il “laboratorio” di come possa finire schiacciato quel che resta di Forza Italia anche nei governi locali. Le difficoltà dell’ex potentissimo Abbruzzese fanno sghignazzare parecchi compagni di cordata anche e soprattutto perché non esiste alcun “modello Frosinone” capace di scansare le macerie del tracollo berlusconiano. Il destino è segnato: sarà la Lega a scegliere le caselle.
Non a caso nel capoluogo il sindaco Nicola Ottaviani ha sposato da tempo “Italia in Comune”, il progetto civico nazionale di amministratori guidato da Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci e  Damiano Coletta. E’ l’unica mossa possibile per non finire ostaggi del Carroccio ed avere ancora qualcosa da dire sui tavoli che possono contare per la sopravvivenza dei singoli. L’attesa adesso è per le elezioni europee, sperando che non si debba pensare anche alle politiche. Mentre, nei cosiddetti partiti tradizionali, non sarà facile trovare candidati disposti a finire nel “tritacarne” gialloverde.
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Piove nelle aule scolastiche, il Pd ne approfitta e attacca la maggioranza. La coalizione replica snocciolando l’elenco degli interventi. Ma la cosa lascia il segno nelle stanze dell’esecutivo Ottaviani al punto che l’assessore Fabio Tagliaferri s’impunta: “i soldi per l’inaugurazione del Parco Matusa sì e per i plessi no?”. L’assessore ora guarda a Fratelli d’Italia per rendere pan per focaccia al primo cittadino. Morale? “Finalmente” (si fa per dire) una fibrillazione politica nata da un problema concreto.
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Quella che si apre sarà la settimana del primo confronto di Pietro Gorlier, nuovo responsabile Emea nominato dall’ad Mike Manley, coi sindacati di Fca. I nuovi vertici aziendali spiegheranno come va avanti il piano industriale. Per lo stabilimento di Piedimonte potrebbe essere rinviato l’annuncio della nuova vettura. Speriamo di no. Intanto è stata fissata una chiusura prolungata con linee ferme e ricorso alla cassa integrazione tra il 20 dicembre e gli inizi di gennaio.
Al Nuerburgring la Mercedes s’è ripreso il record sul giro che aveva fatto l’Alfa Romeo Stelvio divenendo il Suv più veloce al mondo. Segno di un apparato industriale - quello tedesco - costantemente potente. La sfida di Marchionne col passare del tempo s’è ridotta a sberleffo. Storia emblematica di una nazione capace di cose grandi e belle. Molto meno di difenderle col cuore e col lavoro.

da L'inchiesta Quotidiano di Sabato 24 - Domenica 25 Novembre 2018 - Anno IX - Numero 227

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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