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Villa Carrara Villa Carrara

A Villa Carrara un riconoscimento per le donne che si sono affermate negli ambiti professionali

Ho cercato di evitare di eccepire sulla gestione della cosa publica nell’ultimo periodo ma fatti che mi hanno coinvolto, le numerosissime sollecitazioni che mi sono pervenute, una gestione i cui atti non fanno capire quale è la mission di questa città, hanno fatto sì che ribagnassi la mia penna nell’inchiostro e la mia vela mi riportasse in mare aperto. A smentire che, in cauda   venenum, la serata del 23 novembre scorso è risultata adeguata al messaggio che voleva trasmettere, ha ben illustrato le potenzialità dell’altra metà del cielo e, sul piano culturale, ha esaltato alcune specificità del territorio. Certamente al conseguimento di questi risultati  notevole contributo è stato dato dall’ospite, che nel solco del mecenatismo della madre, una nobildonna vera, ha messo a disposizione il gioiello  delle ville suburbane: Villa Carrara. Aggiungevano prestigio alla serata le più alte cariche provinciali con una presenza attiva e partecipata. Già in passato le associazioni che hanno assunto l’onore e l’onere della tutela della donna avevano programmato serate egregie, anche facendo il raffronto con il poco che viene normalmente offerto ai sorani sul piano ludico, sociale e culturale, che hanno raggiunto un traguardo, che tutti ci auguriamo possano mantenere nel tempo. Le donne che si sono distinte nei loro ambiti professionali hanno presentato lo spaccato di una terra in cui i privati sanno rimboccarsi le maniche e si confrontano con il mondo della produzione e del lavoro, senza  cercare solo il sostegno dello Stato e dimostrando di essere all’altezza degli imprenditori europei. Il livello della serata, condotta in modo magistrale, tanto da non fare più notizia  dall’eccellente Tonino Bernardelli, raggiungeva il suo acme con la esibizione del coro gospel “The Voices” diretto da Nicole Riggi, una artista di grande talento sia come insegnante che come esecutrice. Ottimi  i coristi sia come singoli che presi come complesso, a cui la voce della Riggi aggiunge appropriatezza come voce guida e, se mi è permesso, il collante che fa del complesso non una sommatoria ma un unico: le qualità apprezzate hanno aperto a “The Voices” un brillante score internazionale. Ma non basta. Il 23 gli organizzatori hanno esagerato, ci hanno regalato un cammeo che porteremo geloso nel nostro  ricordo: l’esibizione di Benedetta Catenacci. Per questo fenomeno di 14  anni  i superlativi non bastano più: il giorno che andrà in Paradiso, tra mille anni, Cherubini e Serafini rimarranno muti per ascoltarla. Un pubblico al limite della capienza, proveniente da tutta la Provincia, ha suscitato alcune considerazioni  sul modo di comunicare a confronto con alcune manifestazioni per la Vittoria avvilite dalla presenza trascurabile di cittadini e che facevano torto agli artisti e agli uomini di cultura che avevano accettato l’invito. Abbiamo anche avuto la presenza corposa della giunta comunale guidata dal sindaco Roberto De Donatis e non abbiamo potuto non recepire la constatazione che alle manifestazioni per la Vittoria la giunta non aveva brillato per presenza, malgrado gli sforzi dei volenterosi che si sono prodigati per recuperare ritardi e indecisioni, soprattutto in quella data del 4 novembre 2018, che dovremmo dimenticare, visto che si è cancellato dal protocollo l’illustrazione del valore della Vittoria e il ricordo dei tanti che sono caduti anche per la nostra libertà. Spero che il 23 serva da esempio anche a chi ritiene di sapere tutto e di prescindere dalle istanze territoriali, per fare sempre meglio e non solo sul piano ludico-culturale,  aspetto che non può essere preso per giudicare una amministrazione, ma sulla politica generale su cui si avvertono notevoli scricchiolii visti i sempre più marcati distinguo formulati da sostenitori di una giunta in cui il solo carisma del sindaco non riesce più ad essere un collante sufficiente.                  

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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