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San Giorgio a Liri, con “Ninetta e le altre” rivive il dramma delle marocchinate

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, domenica a San Giorgio a Liri c’è stato il pienone per la messa in scena dell’ormai famoso “Ninetta e le Altre – Le marocchinate del ‘44” dell’Officina Culturale Casa d’Arte della Regione Lazio. Uno spettacolo realizzato dalle donne, per le donne, contro la violenza sulle donne. Un lavoro importante, che negli anni ha ricevuto già moltissimi riconoscimenti. Nel 2010 arriva in finale al Festival “Donna Mostra Donna” e vince il Festival “Chimere” a Padova con il patrocinio di Amnesty International e l’università di Padova. Nello stesso anno viene realizzato come radiodramma su radiondarossa. Tra il 2010 e il 2011 lo spettacolo viene replicato nei luoghi più significativi per la memoria storica della II guerra mondiale su quella che era la Linea Gustav (Provincia di Frosinone, Cassino, Gaeta, Montelungo sacrario di guerra, Ortona), nell’ambito del Festival Internazionale di Guerra di San Pietro. Infine, nel Festival Internazionale “Conflitti”, presso l’università di Salerno, a Padova, Carrara, La Maddalena, a Roma presso il Teatro Orologio e sempre a Roma all’interno della rassegna “Sguardi S-velati” del Teatro Due e presso la Città dell’Altra Economia. Nel 2011 lo spettacolo viene citato nella bibliografia del libro di Gigi Di Fiore “Controstoria della Liberazione - Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del sud”. Nel 2013 viene rappresentato presso l’Università di Stoccolma e l’anno successivo sbarca negli Stati Uniti. Dal 2010 ad oggi dunque “Ninetta e le altre” e il progetto “Racconta la Guerra” sono considerati e citati come uno dei pochissimi punti di riferimento storico e culturale riguardo gli stupri di guerra del 1944. L’interesse per questo spettacolo e la grande affluenza di pubblico che si registra ogni volta che esso viene riproposto, sono senz’altro merito anche del lavoro di ricerca di testimonianze durato più di un anno, che ne è alla base. I fatti e i personaggi, tutti reali, sono ispirati alla violenza contro le donne delle truppe coloniali dell’esercito francese sulla Linea Gustav durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo spettacolo è inserito nel progetto “Racconta la Guerra” promosso dalla compagnia “Errare Persona” con l’Archivio di Stato di Frosinone, con il contributo della Provincia di Frosinone, per la creazione di un archivio storico sul fronte di Montecassino, incentrato sulla ricerca storica di fonti orali applicata al teatro antropologico e di narrazione. Il progetto coinvolge un’intera provincia ed è unico nel suo genere. È infatti il più grande progetto sullo stupro di guerra mai realizzato. Lo studio, da cui è scaturito lo spettacolo, tratta degli stupri di guerra avvenuti nel basso Lazio nel 1944, le cui vittime venivano chiamate “marocchinate”, stupri studiati davvero solo negli ultimi dieci anni e solo in parte trattati da Moravia e poi da De Sica ne “La Ciociara”. Grazie al progetto e al lavoro di ricerca e divulgazione portato avanti da Damiana Leone e dalla compagnia, a maggio 2014, in occasione del 70° anniversario degli stupri di guerra del 1944, è stata realizzata una commemorazione ufficiale presso il Palazzo della Provincia di Frosinone con il coinvolgimento di tutta la provincia e alla presenza del presidente della Regione Lazio. Data la particolare natura del progetto, basato su di una ricerca continua, dello spettacolo è stata realizzata una versione in monologo, come narrazione di teatro civile e d’inchiesta, disponibile per le repliche.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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