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Renato De Sanctis Renato De Sanctis

Distacchi: No Acea e gestore fanno scintille, l’Arera osserva

Altro che “tregua”. Il comitato No Acea ed il gestore idrico provinciale sono  saliti nuovamente sul “ring” dell’Arera, massima autorità nazionale in materia di energia tirata in ballo dagli attivisti cassinati ad inizio novembre per  far luce su una serie di distacchi idrici avvenuti nella città martire. Come spiegato su queste colonne due settimane fa, l’Arera, a seguito delle sollecitazioni del comitato, ha chiesto ad Acea Ato5 chiarimenti in merito a quanto segnalato e denunciato alla Procura di Cassino dal collettivo locale. E la risposta ufficiale della società romana è arrivata mercoledì. In cinque pagine stracolme di rimandi a normative, regolamenti, delibere e leggi nazionali, il presidente Stefano Magini ha fornito all’autorità la versione dei fatti di Acea, intervenendo su tutte le contestazioni mosse dagli attivisti.

LA POSIZIONE DI ACEA - «Con specifico riferimento ai distacchi delle utenze morose - ha spiegato Magini - di cui si asserisce l’esecuzione in elusione alle procedure previste nonché in contrasto con le disposizioni dell’Arera, è opportuno segnalare che Acea Ato5 si è dotata di una procedura di recupero della morosità che garantisce il pieno rispetto dei diritti degli utenti, ben oltre la normativa di riferimento». Le fasi di questo iter, secondo il gestore, si strutturerebbe in questo modo: «invio di un reminder di cortesia tramite sms o email» successivo alla data di scadenza della fattura; «invio di una lettera di messa in mora tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o Pec decorsi 5 giorni dalla scadenza della fattura»; «attività di cassettinaggio consistente nell’affissione o recapito nelle cassette postali di ciascun condominio (tra quelli serviti da un’unica utenza condominiale) di un’informativa in merito allo stato di morosità (...) e alle azioni che il gestore porrà in essere ove perduri questo stato». «A conclusione di queste fasi - ha aggiunto Magini - per i soli casi in cui l’utente abbia una morosità di importo superiore a 100€, la società attiva ulteriori procedure di recupero con l’avvio di attività necessarie ad emettere una ingiunzione di pagamento» decorsi 20-30 giorni «dall’esito della raccomandata di messa in mora» e la successiva «iscrizione al ruolo» con il passaggio del credito all’Agenzia delle Entrate Riscossione». Tutto l’iter, ha puntualizzato il presidente - è gestito da un sistema informatico. E nel «caso in cui l’utente invia un reclamo per contestare la fattura rispetto alla quale è stata avviata la procedura di recupero, la società blocca le attività» nelle more «della definizione del reclamo».

I DISTACCHI - «La società - ha poi aggiunto Magini attaccando frontalmente i No Acea - ha proposto di applicare una procedura straordinaria per il rientro del debito a coloro che, malconsigliati ed indotti in errore da presunti comitati dei cittadini, manifestano la volontà di regolarizzare la propria posizione debitoria. Pertanto solo a conclusione delle fasi sopradescritte, Acea procede a dare attuzione al distacco dell’utenza, in osservanza a quanto disposto dall’Autorità (...), che interessa solo le utenze disalimentabili e in ottemperanza all’art.12 del regolamento idrico, parte integrante della convenzione di gestione dell’Ato5». Chiarendo inoltre che «tali misure» sono scelte «obbligate e vincolate», Magini ha anche ricordato la necessità di «uniformare la condotta del gestore al principio di parità di trattamenti degli utenti del servizio publico» visto che «la stragrande maggioranza degli utenti pagano regolarmente la bolletta e potrebbero indirettamente subire le conseguenze di comportamenti scorretti, opportunistici se non addirittura fraudolenti di altri utenti». Sulle utenze non disalimentabili e sulla fornitura minima da assicurare ai cittadini in stato di disagio economico-sociale, il presidente ha voluto ricordare che «non è stato ancora adottato il provvedimento definitivo che dovrebbe disciplinare la materia» e che «il gestore non potrà che adeguarsi tempestivamente» nel momento in cui questo “vuoto” verrà colmato. Da registrare inoltre un passaggio relativo alle accuse di «furto del contatore». Secondo il colosso romano, «il SII viene gestito nello stato di fatto e di diritto in cui lo stesso si trovava all’atto del trasferimento dal precedente gestore comunale». Operazione in cui «il gestore ha acquisito in concessione tutte le opere, i beni e gli impianti funzionali all’esercizio del servizio» e per questo «appare pretestuosa» l’accusa di furto mossa all’azienda, che comunque, nei casi in cui il contatore sia stato acquistato dall’utente, a seguito dell’asportazione, ha spiegato che lo stesso viene «conservato per 6 mesi», sia per «un successivo controllo dell’utente ma anche per l’eventuale restituzione». LA POSIZIONE DEL

COMITATO - Avendo chiesto ed ottenuto dall’Arera di essere informato sui chiarimenti di Acea, il comitato guidato da Renato De Sanctis ha potuto anche “rispondere” a distanza al gestore idrico. Obiettivo: smontare pezzo per pezzo la posizione di Magini. «Il gestore - hanno esordito gli attivisti nella comunicazione inviata all’autorità- si è limitato a fare un elenco coronologico di quelle che sono le disposizioni contenute nella Carta dei Servizi, nel Regolamento Idrico e nelle deliberazioni dell’Arera. Ma crediamo che nessun chiarimento abbia fornito in merito alla concreta procedura messa in campo rispetto ad una o più pratiche per le quali è partita la nostra denuncia». Sul punto riguardante la lettera di messa in mora via Pec o con raccomandata A/R da inviare entro 5 giorni dalla scadenza della fattura, i No Acea hanno contestato il gestore idrico, sottolineando che «è stato del tutto trascurato» il regolamento che prevede invece l’invio della «costituzione di messa in mora decorsi 30 giorni dalla scadenza della fattura». Per quanto concerne l’impiego di un sistema informatico per tutte le fasi di gestione dell’iter da avviare per gli utenti morosi, il comitato ha anche criticato l’affermazione di Magini secondo cui, se l’utente inviasse un reclamo volto a contestare la morosità, la società bloccherebbe le attività di recupero.   DISTACCHI E AUTOGOAL Affrontando invece in maniera più specifica lo spinosissimo tema dei distacchi, i No Acea hanno ribattuto a tono al presidente Magini sul fatto che il gestore proceda ai distacchi per le sole utenze “disalimentabili”. Intervenendo sul passaggio in cui Acea ha richiamato l’articolo 12 del regolamento idrico (secondo cui “il gestore si riserva la facoltà di sospendere la fornitura e risolvere il contratto dandone congruo preavviso”), il comitato ha sottolineato che Acea ha fatto «autogoal» perché avrebbe «omesso» di ricordare che «la sospensione del servizio è la sospensione dell’erogazione al punto di consegna senza la rimozione del misuratore». «D’altronde - hanno sottolineato gli attivisti - anche nel sollecito di pagamento e messa in mora si parla di “preavviso sospensione utenza” che è ben altra cosa dalla “disattivazione della fornitura” che il gestore applica abitualmente». Facendo cenno al passaggio in cui Magini ha parlato di «parità di trattamento degli utenti» e «rispetto della stragrande maggioranza degli utenti che pagano la bolletta»,  De Sanctis ed i suoi associati hanno rincarato la dose: «In virtù di una sedicente equità il gestore è come se dicesse ai “contestatori” (che per il momento non sono neanche morosi perché l’azienda non ha concluso in modo legale l’iter di messa in mora), “voi non pagate, e allora ci penso io,  non aspetto né i 10 giorni, né i 30 dalla scadenza della fattura, alle contestazioni non rispondo, interrompo il flusso e mi porto anche il vostro contatore”». DISALIMENTAZIONI E

SERVIZIO MINIMO - Nella chiosa poi il comitato cassinate ha approfondito meglio il concetto di “utenze morose non disalimentabili” rifacendosi al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29.8.2016, secondo cui la disalimentazione non è in alcun caso applicabile alle “utenze di pubbico servizio” e agli “utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato disagio” ai quali “è in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri d’acqua per abitante al giorno”. Ma soprattutto i No Acea hanno evidenziato il passaggio normativo che dispone che «a tutti gli utenti domestici residenti sia garantito l’accesso al quantitativo minimo vitale a tariffa agevolata». Dulcis in fundo il punto sulla “proprietà” del contatore idrico distaccato che per Acea va incluso nei beni ceduti dalla municipalità cassinate. Sull’argomento il comitato si è limitato a riferire all’Arera che «gli inquirenti hanno già iniziato il proprio lavoro per addivenire ad una conclusione delle indagini e decidere se si ravvisino nei comportamenti messi in atto dal gestore, accadimenti che potrebbero essere puniti con una condanna penale». 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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