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Il carcere di Cassino Il carcere di Cassino

Cassino, detenuto sfascia un'intera cella di isolamento tenendone in ostaggio un altro

Ennesima giornata di follia e violenza in un carcere del Lazio. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Spiega Gennaro Quisillo, segretario del SAPPE del carcere di Cassino: “Nel primo di pomeriggio di mercoledì scorso un detenuto tunisino di circa 25 anni, ristretto presso la 4 Sezione detentiva -isolamento, per futili motivi e per problemi sicuramente psichiatrici è andato in escandescenza e ha letteralmente distrutto una stanza di pernottamento. Ha distrutto anche tutti i sanitari del bagno gettando fuori dalla stanza, e contro il personale di Polizia Penitenziaria che cercava di avvicinarsi per riportarlo alla calma i pezzi rotti di ceramica, pericolosissimi perché molto taglienti. Sono stati momenti di particolare delicatezza, anche perché nella cella era ristretto un altro detenuto, che non aveva nulla a che fare con la protesta e che è rimasto inerme e quasi in ostaggio del manifestante poiché non poteva lasciare liberamente la stanza.

Le trattative di persuasione e dissuasione - sottolinea il Sappe - sono andate avanti per diverso tempo ma nulla è servito tante è vero che per salvaguardare l’incolumità sia del manifestante, che minacciava il suicidio, e dell'altro ristretto, è intervenuta una squadra di pronto intervento della Polizia Penitenziaria, colleghi che recentemente hanno effettuato un corso tecnico multidisciplinare di MGA (metodo globale di autodifesa) che hanno ricondotto la situazione alla normalità, nonostante su di loro piovesse di tutto. Va segnalato che nel carcere di Cassino ad oggi sono presenti circa 320 detenuti rispetto alla capienza effettiva di posti letto pari a 203. Molti di essi hanno problemi legati alla tossicodipendenza e problemi psichiatrici (piu di 50 sono sottoposti a terapia farmacologia). Altro nota da segnalare è la carenza di personale di Polizia Penitenziaria: sono presenti allo stato attuale 120 unità su 162 previste, ovvero ben 42 unità in meno”.

E’ senza appello la denuncia del SAPPE, per voce del Segretario Generale Donato Capece: “Questa è l’ennesima situazione ad alta tensione che si registra in un carcere del Lazio e dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari – che non hanno alcuno strumento di difesa - sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia devono assumere urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza”.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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