L'Inchiesta Quotidiano OnLine
La conferenza stampa ieri in Prefettura La conferenza stampa ieri in Prefettura

Spacciavano in casa e usavano anche il bambino: arrestati in tre

L’indagine che nasce dall’indagine: dalla scomparsa di Luca Di Mario, il 47enne di Cassino di cui si sono perse le tracce lo scorso 16 marzo e che proseguono, i carabinieri hanno scoperto ed interrotto un giro di spaccio di cocaina, eroina e cobret che avveniva direttamente a casa di una famiglia di pusher, in un alloggio popolare di piazza Vigili del Fuoco a San Bartolomeo, Cassino. Tre persone (mamma, figlio e nuora) sono finite in manette. Solo un mese fa gli investigatori avevano depositato l’informativa conclusiva in Procura con tanto di allegati sui sequestri, sulle informazioni rese dagli acquirenti, i riconoscimenti fotografici e particolari su come avvenissero le cessioni. Il pm accogliendo gli esiti investigativi dei militari del capitano Ivan Mastromanno ha subito chiesto ed ottenuto, a stretto giro, l’ordinanza di custodia cautelare. Una ricostruzione dell’attività di spaccio «coerente e puntuale», come la definisce il gip Gabriele Montefusco nel provvedimento, anche se le persone ascoltate sono assuntori abituali e alcuni tossicodipendenti, ma la cui attendibilità non è messa in discussione.
In carcere sono finiti Iolanda Morelli (54 anni di Cassino) e suo figlio Alessandro Spada (31 anni di Cassino), mentre alla compagna di quest’ultimo Daniela Guerriero (32 anni di Ceprano) sono stati concessi i domiciliari. I tre congiunti sono difesi dall’avvocato Francesco Palumbo e stamane, a partire dalle 10.30, compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Dovranno rispondere dell’accusa di spaccio continuato con l’aggravante, a vario titolo, di aver permesso al figlio di Spada di appena 11 anni di cedere, in alcuni casi, le dosi ai clienti. Circostanza che potrebbe mettere a rischio la permanenza del bambino nel nucleo familiare. Ma in questo caso saranno i giudici del Tribunale dei Minori a pronunciarsi se la Procura di Cassino deciderà di investirli.
E’ indubbia - secondo il gip - «la pericolosità sociale degli indagati» che è indice «di gravi ed allarmanti attitudini di natura criminale». Per il giudice «vi è il concreto ed attuale pericolo che gli stessi, se non adeguatamente presidiati sotto il profilo cautelare, possono reiterare ulteriori condotte criminose del medesimo tenore di quella per la quale si procede».
Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante le indagini sulla scomparsa di Di Mario, è emerso dalle intercettazioni il giro di spaccio che avveniva in casa dei Morelli-Spada-Guerriero. A fine maggio, dunque, i carabinieri hanno deciso di monitorare l’abitazione e nel farlo hanno iniziato a fermare e sentire i clienti che hanno confermato gli acquisiti fatti direttamente in casa. Qualcuno, inizialmente, si è mostrato restio per timore delle possibili ritorsioni. In pratica, sono state ricostruiti decine di episodi di cessioni e sono stati sequestrati, nel corso dell’indagine, quantitativi per uso personale di cocaina, eroina e di cobret, «droga dagli effetti devastanti» come ha precisato il tenente colonnello Andrea Gavazzi nella conferenza stampa che si è svolta ieri mattina in Prefettura.
Uno dei clienti abituali, temendo di essere intercettato, ha usato un linguaggio criptico per chiedere la dose. E così nel messaggio del 12/06/2018 scrive ad Alessandro Spada (detto “Apetta”) «Sono Enzo, dici a mamma che per le 9 e 30 vengo e porto il cocomero che mi spetta». In un’altra circostanza, invece, è “Apetta” a rispondere ad Enzo invitando ad andare a casa «che mi lasci un attimo il tagliaerba, che domani mi serve». 
«E’ l’ennesimo duro colpo inferto al mercato della droga - ha precisato Gavazzi -. Un’operazione che dimostra la massima attenzione da parte dei carabinieri verso il fenomeno. Una risposta forte, a conferma della presenza dell’Arma sul territorio».
I dettagli dell’attività investigativa, durata circa 5 mesi, li ha resi noti il capitano Ivan Mastromanno: «I servizi di osservazione ci hanno permesso di avere la certezza sull’ingresso in casa degli acquirenti e il consequenziale acquisto delle dosi che poi noi sequestravamo. La particolarità sta nel fatto che si tratta di uno spaccio a conduzione familiare, a tutti gli effetti un seguito dell’operazione “Dodicesimo Round” che nei mesi scorsi ha portato all’arresto di un intero nucleo familiare. Utili sono state le intercettazioni telefoniche captate in un altro procedimento penale e che ci hanno permesso di accertare che il figlio 11enne dell’indagato era a conoscenza dello spaccio. Il bambino era un punto di riferimento degli indagati poiché gli consentivano di prendere e cedere la droga». 

DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO, OGGI IN EDICOLA

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it