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San Pietro Infine, la vera storia dell’eccidio della “Colonna Gamucci”

Sabato 15 dicembre, presso la sala convegni del comune di San Pietro Infine, si è svolta la presentazione del libro “L’eccidio della Colonna Gamucci” di Antonio Magagnino (Herald Editore). L’evento è stato organizzato dalle associazioni “Ad Flexum” e CDSC onlus, con il patrocinio del comune di San Pietro Infine. Il corposo volume di Magagnino fa finalmente chiarezza su quei tragici fatti che portarono allo spietato massacro di massa, compiuto durante il secondo conflitto mondiale, da un gruppo di sedicenti partigiani albanesi, nei riguardi di oltre un centinaio di Carabinieri Reali, poche settimane dopo la comunicazione dell’armistizio dell’8 settembre del 1943. Il libro esce dopo anni di approfondite ricerche, condotte dallo stesso autore, che ha analizzato numerosissima documentazione d’archivio, per lo più composta da atti processuali e dopo aver intervistato o ascoltato personalmente i sopravvissuti. Per ricostruire quei tragici fatti, relegati nel dimenticatoio, l’autore si è recato personalmente sui luoghi dell’eccidio ed ha perlustrato le alture del distretto di Elbasan, in Albania, a poche decine di chilometri dalla capitale Tirana, fino a trovare il punto preciso dell’eccidio e stabilire la data esatta che è quella del 4 novembre 1943. Il libro riporta anche l’elenco completo, con le relative notizie, dei carabinieri uccisi nell’eccidio, oltre alle schede biografiche dei principali personaggi coinvolti nei tragici fatti, sia come vittime, quali il colonnello dei Carabinieri Giulio Gamucci, sia come principali artefici dell’eccidio e cioè i tre uomini appartenenti ad un gruppo di partigiani albanesi: Enver Hoxha, Kadri Aziz Hoxha e Xhelal Staravecka. Dopo una approfondita introduzione dello storico Gaetano de Angelis-Curtis, Presidente del CDSC, che ha svolto anche il ruolo di moderatore della serata, e il saluto di benvenuto del vice sindaco Lino Fuoco, ha preso la parola Maurizio Zambardi, Presidente dell’Associazione “Ad Flexum” che, tra l’altro, ha anche presentato il calendario Ad Flexum 2019. Nel suo intervento lo storico Zambardi ha parlato dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale, soffermandosi in particolare su una panoramica relativa ai rapporti diplomatici e politici che intercorsero tra l’Italia e l’Albania, così da poter meglio inquadrare e capire le motivazioni che portarono a quel tragico eccidio. Il relatore si è poi soffermato a parlare di quella che fu una vera e propria odissea della Colonna Gamucci e del suo tragico epilogo. La parola è poi passata allo storico e giornalista Fernando Riccardi che ha magistralmente relazionato sul libro e su quei tragici fatti del 1943, non mancando, inoltre, di parlare anche delle foibe, di cui si è occupato personalmente qualche anno fa come giornalista. In chiusura del suo intervento Riccardi ha lanciato la proposta, considerato anche i buoni rapporti attualmente esistenti tra l’Italia e l’Albania, di adoperarsi tutti, ognuno per le proprie competenze, affinché si possa al più presto scoprire una lapide, nei luoghi dell’eccidio, che ricordi quel massacro di massa e tutti i nomi di quei carabinieri spietatamente uccisi. La parola è poi passata all’autore del libro il maresciallo-luogotenente dei carabinieri Antonio Magagnino che, dopo aver ringraziato gli intervenuti e gli organizzatori della manifestazione, ha ripercorso sinteticamente tutte le tappe che hanno portato alla puntuale ricostruzione di quei tragici fatti e quindi alla stesura del libro. Emozionanti sono stati i suoi ricordi personali, specie quelli relativi ai rapporti con i figli del colonnello Giulio Gamucci e di altri familiari, come il caso di una vedova di un carabiniere ucciso che, ignara di quello che era accaduto, ogni mattina, nonostante fossero passati tanti anni, si affacciava alla finestra di casa nella speranza vana di veder finalmente tornare il marito.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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