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La statua dell'orso Wojtec fotografata dall'architetto Giacomo Bianchi La statua dell'orso Wojtec fotografata dall'architetto Giacomo Bianchi

Montecassino e le truppe polacche, un orso bianco decorerà l'aiuola di Piazza XV Febbraio

A breve Piazza XV  Febbraio avrà il suo orso Wojtek. Il manufatto, alto m. 1.80, commissionato dall'associazione Le nuove Contrade di Cassino, è stato realizzato  interamente a mano dall' artista Enrico Pasquale di Chiampo Vicenza con pietra Vicentina beige, artista che collabora con il gruppo "Margraf spa Divisione Marmi Zola". L'opera è costata al committente € 5.000 mentre tutte le spese e i procedimenti accessori sono rimasti a carico del sempre disponibile Pietro Zola.
L'intento di chi lo ha commissionato dovrebbe essere quello di rendere omaggio al mitico orso Wojtek, che i soldati polacchi si portavano appresso nelle loro campagne di guerra come mascotte e come aiutante nello spostamento di munizioni e materiale bellico. Allo stesso orso sono stati dedicati monumenti in varie parti del globo.
Il suo posizionamento in piazza XV febbraio le conferirà certamente un qualcosa di suggestivo.
Senonché qualche osservazione mi nasce facile, con tutto il rispetto verso gli amici dell'Associazione Le Nuove Contrade.
A parte il suo colore bianco, che lo fa somigliare ad un orso polare, che poco ha a che vedere con il plantigrado della storia polacca, nelle intenzioni degli organizzatori quell'orso vuole essere un omaggio ai combattenti polacchi che si sono immolati a Montecassino nel maggio 1944.
Mi chiedo: se realmente si voleva celebrare il sacrificio di quei combattenti, non c'era altro simbolo da scegliere?
Lo stesso Ministro Polacco per i Rapporti Esterni, Anna Maria Anders, figlia del generale Wladyslaw, le cui spoglie riposano accanto a quelle dei suoi commilitoni nel sacrario militare di Montecassino, in una recente visita a Cassino è apparsa poco entusiasta dell'iniziativa: avrebbe, ovviamente, preferito qualcosa di più confacente al suo illustre genitore, avendo anche osservato – così mi riferiscono persone ben informate – che quell'orso, lungi da rappresentare l'eroismo dei soldati polacchi, non ha mai messo piede su Montecassino; e a Cassino, aggiungo io.
Neppure il piedistallo su cui dovrebbe essere posizionato l'orso è stato apprezzato dall'illustre ministro: sarebbe preferibile poggiarlo a terra alla portata dei bambini.
Infine (una nota che mi sta più a cuore) la piazza, pur dedicata alla memoria della distruzione dell'abbazia di Montecassino, avvenuta il 15 febbraio 1944, non ha nulla che ricordi quel tragico evento.
Anni fa, 2004, a cura del CDSC onlus (Centro Documentazione e Studi Cassinati, con il decisivo contributo del socio Pietro Zola) vi facemmo porre la stele della Memoria di Pietra  che riproponeva al passante quel martirio; ma subito dopo fu rimossa per far posto all'attuale complesso con vasca e zampillo, che oggi vediamo, e fu istallata ai margini della piazza, verso il tribunale, a far da paravento ai bidoni della spazzatura.
Ma questa città ha un'anima? Ha una dignità? O siamo sempre in balìa del primo politicante che dice la sua ad amministratori distratti e ignavi?
EMILIO PISTILLI
Storico e studioso - Cassino

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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