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“Spariscono” le salme, sorpresa e polemica nel cimitero comunale di Cassino

La decisione di recuperare loculi estraendo le salme tumulate decenni fa per ricollocarle nell’ossario comune del cimitero di San Bartolomeo, è stata annunciata su queste colonne mesi e mesi fa. Ad inizio anno per la precisione. Ed è stata vissuta con una certa indifferenza dalla cittadinanza, almeno fino a quando il comune di Cassino, in questi giorni, non è passato dalle parole ai fatti. Ritrovarsi nel camposanto dove riposano da anni i propri cari ed accorgersi che questi ultimi sono “spariti” perché la municipalità ha bisogno di spazio per sistemare le salme più recenti, è senza dubbio un’esperienza forte, che disorienta, che fa sentire impotenti. E fino a quando non la si vive non la si può comprendere appieno. Ne sa più di qualcosa una residente che ieri mattina ha pensato bene di portare un fiore ad un suo congiunto, tumulato molto tempo fa nel cimitero comunale di San Bartolomeo, a pochi giorni dal Natale. Con grande sorpresa però questa donna si è accorta che la tomba era stato svuotata e che i resti erano stati “depositati” nell’ossario. Una situazione assurda oltremisura che diventa paradossale se si pensa che molti, compresa la donna che ieri ha visto sparire la tomba del nonno, hanno pagato in anticipo due anni fa, sborsando migliaia e migliaia di euro, loculi di nuova realizzazione che però non sono stati ancora consegnati perché il progetto di ampliamento è finito in un fascicolo della procura ed è fermo ormai dal mese di luglio. La vicenda è nota: le opere sono state realizzate in difformità - come certificato dall’area tecnica del comune e dal Genio Civile - rispetto al progetto approvato, con platee di fondazione  senza l’ala di 20 centimetri e ferri d’armatura di 10 millimetri anziché 12. Al contempo va detto che le estumulazioni effettuate in questi giorni a San Bartolomeo riguardano le salme interrate nei campi prima del 1975 e si riferiscono all’ordinanza emessa a febbraio 2018, di cui venne data pubblicità con un avviso on-line pubblicato anche sull’ albo pretorio del sito istituzionale. Inoltre presso il cimitero è stato possibile consultare, per mesi, l'elenco delle estumulazioni rientranti nell'ordinanza. Nonostante sia stata firmata a febbraio, conformemente alle disposizioni igienico sanitarie, le estrazioni delle salme ed il trasferimento nell’ossario comune sono iniziate, come previsto dalla legge, in questo periodo dell’anno per via delle temperature più rigide. Prima non sarebbe stato possibile. Nonostante i responsabili del servizio, i funzionari e pure gli amministratori abbiano rispettato in toto la procedura sotto il profilo della comunicazione e della pubblicità, inevitabilmente sono esplose le polemiche. Inevitabili quando qualcuno si accorge che la salma del proprio caro è finita da un giorno all’altro in un’ossario. Una eventualità che hanno messo in conto gli eletti in comune, attaccati violentemente sul web per i disagi causati con questo piano di estumulazione che, su questo dubbi non ce ne sono, farà ancora parlare (e molto) i cittadini di Cassino.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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