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Il consigiere comunale Tarcisio Tarquini Il consigiere comunale Tarcisio Tarquini

Alatri, inizio d'anno tra pagamenti arretrati per passi carrabili ed insegne commerciali

"Ingiunzione di pagamenti arretrati (anche di vari anni) per passi carrabili e insegne, è la prima doccia gelata del 2019 per i cittadini e i commercianti della nostra città. Già altri consiglieri comunali hanno preannunciato di voler verificare la regolarità di quanto sta avvenendo e aggiungerò la mia voce alla loro per pretendere che le somme richieste siano quelle giuste e che si verifichi puntualmente se, nell’esigerle, si stiano commettendo vessazioni, dovute a errori e approssimazioni": così questo pomeriggio il consigliere comunale di opposizione della città di Alatri, Tarcisio Tarquini.
"La tempesta delle tasse che si sta abbattendo sulla nostra città: era prevedibile - esclama Tarquini -, non è però tollerabile che sotto i fulmini finiscano (e senza protezione) i cittadini che, a ben guardare, sono le prime vittime delle tante inadempienze compiute e tollerate dall’amministrazione nel lungo periodo dell’irresponsabilità finanziaria. Ma, parlando di pubblicità e di passi carrabili non si possono oggi trascurare almeno due questioni di carattere più generale, se si vuole avere il quadro esatto di quello che sta avvenendo. La prima questione è stata sollevata da una mia richiesta di chiarimenti e successivamente, con un’interrogazione (a risposta scritta), da me e dal collega Enrico Pavia: riguarda il punto centrale della legittimità del’affidamento alla Treesse Italia della gestione dell’imposta della pubblicità. Questo servizio, infatti, era stato assegnato a un’altra società, denominata ICA, che successivamente ha ceduto il relativo ramo d’azienda alla Treesse, che perciò le è subentrata nell’esercizio del compito".

Tarquini ricorda di aver "chiesto agli uffici comunali se la cessione del ramo d’azienda, che concerneva una concessione pubblica, era stata comunicata, se non autorizzata, dal comune, la risposta è stata – come troppo spesso avviene - reticente; certo è che nella documentazione che ci è stata consegnata non ve ne è – salvo errori - traccia alcuna. Qualsiasi società può naturalmente cedere un ramo della sua attività a chi vuole, ma questo non nel caso che la predetta società sia concessionaria di un servizio pubblico, o meglio potrà anche farlo ma dovrà informarne l’ente pubblico che quel servizio gli ha conferito. Se questo non è avvenuto, il problema della legittimità esiste. Noi lo abbiamo sollevato occupandoci degli obblighi "ereditati" nei confronti dei dipendenti (a uno di loro non è stato rinnovato il contratto), ma non si limita a questo. Il sindaco ci ha trasmesso una risposta di poche righe allegando una lettera della società (ma noi avevamo interpellato il comune non la società) che, tra l’altro, minacciava ritorsioni legali nei nostri confronti. Argomento chiuso? No, tutt’altro come si vede".
La seconda questione riguarda - aggiunge Tarquini - "quella che si sta evidenziando come una vera e propria omissione organizzativa da parte del comune, a cui occorre porre immediatamente rimedio se non si vogliono lasciare i cittadini e i commercianti a se stessi di fronte agli eventuali errori e ai possibili arbitri (non importa se involontari e in buona fede) della società esattrice. L’amministrazione – e questo fu suggerito in Consiglio comunale – nel momento in cui affidava all’esterno il compito di riscuotere le tasse comunali avrebbe dovuto rafforzare, non indebolire come è invece avvenuto, il proprio ufficio tributi, affidandogli compiti di controllo e di tutela dei contribuenti. L’ufficio è stato smantellato (tra l’altro non si comprende bene a quali funzioni siano stati destinati gli addetti), come se l’amministrazione volesse scaricarsi della responsabilità della riscossione in tutte le sue fasi. Ma questo, semplicemente, non è possibile e se c’è chi pensa che la soluzione al disastro finanziario degli anni precedenti sia la fuga è bene che ricordi che l’atto della tassazione – della sua certezza e della sua correttezza – è un momento fondante del rapporto tra cittadino e istituzioni e di fronte a esso non ce la si può cavare con una lavata di mani o con un'alzata di spalle".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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