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Il sequestro degli agenti Il sequestro degli agenti

Spaccio: in manette mamma, figlio e un vicino di casa. Polizia sequestra hashish, cocaina ed eroina

Dopo l’arresto del marito era diventata la “mater familias” nel senso più ampio del termine: da custode del focolare domestico alla gestione degli “affari” illeciti - come ha accertato la Polizia di Stato -. La 48enne di Cassino, originaria del napoletano, gestiva uno dei canali di spaccio della città. Si approvvigionava, presumibilmente nel capoluogo partenopeo, distribuiva la droga ai suoi due pusher, tra cui il figlio, e intascava il denaro. Questa la ricostruzione degli investigatori diretti dal vice questore Raffaele Mascia, dirigente del Commissariato della città Martire. Ieri mattina tre persone (la 48enne, suo figlio di 25 anni ed un vicino di casa di 53 anni) sono state arrestate su ordinanza del gip Vittoria Sodani in quanto ritenute responsabili, in concorso tra loro, dell’attività di spaccio in via Sant’Angelo a Cassino. Mentre i poliziotti eseguivano il provvedimento restrittivo, che ha visto la donna finire in carcere a Rebibbia, e i due uomini ai domiciliari, i poliziotti avrebbero notato il 25enne che lanciava dalla finestra alcuni involucri. Sono stati recuperati e al loro interno è stata trovata la droga. Motivo per cui il ragazzo è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e dopo le formalità di rito è stato accompagnato in carcere a Cassino. Gli indagati sono assistiti dall’avvocato Mariano Giuliano e sono in attesa di essere interrogati dal giudice per le indagini preliminari. 
L’indagine antidroga era stata avviata alla fine del 2016, dopo l’arresto del marito della 48enne (successivamente rimesso in libertà). Gli investigatori si erano concentrati sulla donna e nel tempo avevano raccolto prove e svolto attività tecniche che dimostravano il ruolo di vertice che aveva assunto la 48enne nella gestione degli “affari” di famiglia. «In particolare la donna provvedeva al rifornimento di diverse tipologie di sostanze stupefacente (eroina, cocaina, hashish)  - precisano gli inquirenti - rifornendo successivamente gli altri due complici per la vendita ai consumatori». A coordinare le indagini, il pm Arianna Armanini. Nel corso degli approfondimenti, i poliziotti del Commissariato hanno scoperto che al 53enne era affidato lo spaccio di eroina e cocaina, mentre al 25enne prevalentemente quello di hashish. Quantitativi di droga che sono stati anche sequestrati nel corso delle investigazioni. 
Gli indagati, residenti tutti nello stesso stabile, secondo il gip Sodani «erano caratterizzati da un’elevata capacità criminale, ampia disponibilità di sostanze stupefacenti, instancabile attivismo e scaltrezza per non essere scoperti dagli organi di polizia». Usavano un linguaggio criptico nelle conversazione per non essere scoperti e spacciavano nei pressi del palazzo, dove gli acquirenti si recavano di persona. 
Ieri mattina, il provvedimento restrittivo è stato eseguito alla presenza dell’avvocato di fiducia. Poi l’ulteriore colpo di scena che ha visto il 25enne finire in carcere perché - secondo la Polizia - era in possesso di droga. In merito è stato informato il pm di turno, Eugenio Rubolino, e nelle prossime ore si terrà la convalida.
«La piazza di spaccio è costantemente monitorata dagli investigatori della Polizia di Stato e non si escludono successivi sviluppi. I sequestri operati - fanno sapere dal Commissariato - confermano l’attualità dell’attività criminosa dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti dell’organizzazione». 
Nel giardino del condominio, dove il 25enne avrebbe gettato la droga, sono stati trovati 52 grammi di hashish, 10 grammi di cocaina e 3 grammi di eroina. Sequestrati anche 600 euro in contanti. Denaro ritenuto provento dell’attività di spaccio.

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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