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Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano

Alfa Romeo Piedimonte, Gatti (Fiom): il vero problema è il rilancio di Fca non l'ecotassa

Nel secondo semestre del 2018 Alfa ha subito cali di mercato con una forbice tra il 50 ed il 33% mensili. A Cassino, poi, la cassa integrazione ha allungato le ferie di fine anno dei lavoratori. L’ibridizzazione di Stelvio e Giulia dovrebbe avvenire durante il 2019 e consentire il lancio delle nuove motorizzazioni nel 2020. A seguire ci sarà - se i piani di Manley e Gorlier saranno confermati - la salita produttiva del famoso Maserati Levantino.
Nel frattempo il dibattito si sofferma sull’ecotassa che il governo gialloverde ha previsto per incoraggiare la vendita delle auto con emissioni meno inquinanti e scoraggiare le altre.
«L’Ecotassa non è un problema per il sito di Piedimonte - spiega con una affermazione che potrebbe sorprendere  Donato Gatti, segretario generale provinciale della Fiom-Cgil di Frosinone e Latina -: perché se andiamo ad analizzare le vendite scopriamo che una percentuale rilevante riguarda l’estero. Del resto ci venne spiegato al tempo del lancio di Giulia e Stelvio che lo stabilimento guardava oltre Oceano. Quindi il futuro del nostro sito non dipende dall’ecotassa. Dipende piuttosto dalla circostanza che Fiat riprenda o meno il cammino della crescita. Il problema delle saturazioni e dei livelli occupazionali va ben oltre».
Qual è l’elemento che preoccupa di più il sindacato, allora? «Preoccupa - risponde Gatti - che Fiat ha affermato che l’ecotassa potrebbe portare a dei chiarimenti sul piano annunciato a dicembre. Nonostante questo il Governo non ci convoca per capire qual è la situazione. Del resto, dopo i vari annunci che abbiamo ascoltato e le polemiche conseguenti, mi sarei  aspettato una convocazione da parte delle Attività Produttive. Il problema, lo ripeto, va ben oltre i confini italiani. E’ un problema di saturazione dello stabilimento: Giulia ha i suoi anni, Giulietta dovrebbe restare solamente per il 2019, e non è che bastino un modello o due per mantenere i livelli occupazionali. Non a caso si parlava di 5 modelli per Cassino quando venne annunciato il piano di Marchionne».
Secondo il segretario della Fiom di Frosinone e Latina, dunque, è urgente che si avvii una discussione a livello nazionale su Fca: «La questione nodale è relativa a comprendere il piano industriale vero e proprio e a cosa sia necessario per rilanciare il marchio Alfa Romeo e lo stabilimento di Piedimonte».
Il Levantino nel 2021? «Ma come ci arriviamo - si chiede Gatti - Facendo riunioni coi gli interinali per vedere quando potranno rientrare in fabbrica? Ma per dire cosa? Non vorremmo che a pagare il prezzo di questa fase siano gli stessi lavoratori che dal 2010 hanno pagato un tributo in termini di ricorsi alla cassa integrazione. Dov’è l’occupazione promessa ed attesa dal territorio? Noi siamo sindacato e dobbiamo andare sul concreto. Chiediamo risposte precise a questo. E l’ecotassa, francamente, non è un problema che possa appassionarci».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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