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Cittadini attivi del comitato task force per la difesa della Valle del Sacco Cittadini attivi del comitato task force per la difesa della Valle del Sacco

Frosinone, il popolo inquinato e malato batte i pugni in tv

Allertati dal Valleriani e dalla rete dei cittadini e delle associazioni impegnate nel Coordinamento interprovinciale ambiente e salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri siamo andati all’appuntamento con la troupe de La vita in diretta, Rai 1, per le riprese e le interviste relative all’inquinamento del fiume Sacco. Chi ha potuto vedere, in diretta appunto, le interviste, forse si è risparmiato freddo ed umidità che facevano da triste cornice al nutrito gruppo di cittadini e cittadine presenti ma ha potuto notare quanta serena determinazione c’è nel movimento di cittadini che stanno protestando con veemenza contro gli sversamenti ma anche contro i ritardi accumulati dalle istituzioni preposte alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Come ha fatto notare la cronista, Ilenia Petracalvina, dell’inquinamento del fiume si parla ora solo perché la schiuma e la mobilitazione popolare ha messo in mostra quanto sia pervasiva e persistente la pratica adottata da imprenditori disonesti di sversare nel fiume bypassando il depuratore che tra l’altro funziona a tratti. Per una volta il vecchio ponte della Tomacella è stato illuminato, e non in senso figurato, dalle luci della ribalta. Tra i presenti, diciamo invitati a partecipare alla intervista, c’era  Roberto Scacchi, presidente regionale di Legambiente, Valleriani, e poi numerosi componenti della Task Force che tanti meriti hanno avuto nel riuscire a dare nuova vitalità ad un movimento, per il recupero ambientale del fiume Sacco e della valle (inclusa la discarica di via Le Lame), che sembrava sopito. Assenti i sindaci di Ceccano, Ceprano e Frosinone che pure avrebbero potuto sostenere le ragioni di tanta rabbia. In attesa della trasmissione abbiamo chiesto ad alcune signore il perché della loro presenza. Di seguito la risposta in ordine di Manuela «sono qui dire che mio figlio di 18 anni è affetto dal tumore di hodgkin  e che nel giro di poche settimana abbiamo scoperto che altri mie parenti sono affetti da tumori. Dieci case dieci famiglie colpite e le istituzioni ancora non si muovono.» Di segui Pina: «da tempo sto curando un tumore al seno e nella mia famiglia sono gia quattro le donne che sono state colpite dalla stessa malattia.» Un situazione che «fa paura» hanno più volta ripetuto gli interventi sollecitati dalla giornalista. Tanta la speranza che si legge negli occhi dei presenti. Chi non è colpito da un tumore teme per il futuro dei propri figli e qualcuna delle donne presenti ha detto che sta decidendo di trasferirsi in Abruzzo. Ed in sottofondo lo speaker parlava di una «gara dell’orrore» in cui sono coinvolti migliaia di siti in Italia, ed in questa maledetta “gara” la valle del Sacco ha il primato per la pervasività dell’inquinamento ambientale «i veleni sono oramai entrati nella catena alimentare, ma ha anche il primato della pessima qualità dell’aria ed l’inquinamento del fiume Sacco, a causa dei continui sversamenti illegali sta arrivando ad inquinare anche il tirreno attraverso le acque del Garigliano di cui è affluente» È in sintesi il discorso del presidente di Legambiente. Forse avrebbe voluto avere un tono più sereno ma proprio non è riuscito a tenersi mentre parlava guardando quelle donne e quegli uomini che venuti  sul ponte con la speranza di aggiungere altre sollecitazioni ad una battaglia che non intendono abbandonare fino a quando non partono i lavori di bonifica. Hanno un solo desiderio e speranza in nome del popolo inquinato: che la Valle del Sacco possa tornare al più presto. La trasmissione era prevista davanti alla discarica di via Le Lame ma è stata spostata per motivi logistici successivamente.           

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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