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Lo studente Lorenzo Tullio durante la nostra intervista Lo studente Lorenzo Tullio durante la nostra intervista

Frosinone, Lorenzo Tullio: «Il liceo Severi merita una sede degna della sua tradizione»

Gli studenti del Severi anche mercoledì scorso hanno continuato la protesta contro le pessime condizioni ambientali e strutturali in cui sono costretti a studiare. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Tullio, rappresentante d’istituto che ha accettato di rispondere alle nostre domande. «Anche stamani – ieri per chi legge – abbiamo deciso di astenerci dalla lezioni. Una protesta, a cui hanno aderito la quasi totalità degli studenti, contro il trattamento che ci riserva la ditta che gestisce il servizio di riscaldamento». E continua denunciando: «La ditta vincitrice dell’appalto aveva assicurato che stava provvedendo ma, anche dopo la protesta di lunedì, abbiamo dovuto constatare che il riscaldamento continua a non funzionare. Tenga conto che la temperatura di conforto, stabilita dal ministero con decreto, dovrebbe oscillare intorno ai 20° con una tolleranza in più o in meno di 2 gradi. Abbiamo provato a misurare la temperatura interna all’istituto ed abbiamo rilevato che nelle aule c’è una media di 14/15 gradi. Il freddo di questi giorni si aggiunge al disagio di un istituto insufficiente ad accogliere l’attuale popolazione scolastica ed il ripetersi di un disservizio ingiustificato non fa che aumentare la nostra rabbia. Abbiamo da tempo chiesto la messa in funzione del riscaldamento come abbiamo denunciato, tante volte, l’insufficienza delle aule per le normali attività scolastiche. Deve sapere che non abbiamo ancora la possibilità di accesso a quasi nessuna attività di laboratorio. Secondo l’amministrazione provinciale 900 alunni  dovrebbero fruire di una singola sala laboratorio di chimica ed una di fisica. È un assurdo». Avete interessato il settore scolastico della Provincia. Cosa vi è stato risposto? «Lo abbiamo fatto, come ogni anno. Abbiamo po­sto la questione del riscaldamento al delegato all’istruzione e la Provincia, come ogni anno ci ha risposto che “avrebbe provveduto a risolvere il disservizio ma la responsabilità è tutta in capo alla ditta appaltatrice”». Vi risulta se la Provincia paghi regolarmente la ditta? «Noi rappresentanti non sappiamo nulla del rapporto tra Provincia e ditte appaltatrici. E tutto sommato a noi non tocca sapere. Noi sappiamo solo che soffriamo il freddo». Nel comunicato stampa avete denunciato anche la questione dell’edilizia che ritenete disastrosa. Avete avute risposte in merito dalla Provincia? «Il movimento che da anni si sta battendo per l’edilizia scolastica è riuscito ad ottenere l’attivazione di un tavolo di concertazione provinciale sul tema. Negli incontri che abbiamo avuto abbiamo più volte denunciato le gravi condizioni in cui versiamo. Nell’ultima occasione in cui abbiamo riposto la questione del Severi ci hanno assicurato, la Provincia ci ha assicurato, che avrebbero provveduto ed hanno parlato del complesso dell’ex Ater che è ha ospitato anche l’ex Caserma dei Pompieri, non troppo distante dalla sede Centrale. A parte il fatto che non ci risulta che la Provincia abbia avviato i lavori, è una soluzione che non risolve il problema. Noi non chiediamo sedi provvisorie in ex appartamenti e o caserme. L’istituto Severi merita per storia e dignità formativa una sede appropriata, pensata e progettata per ospitare un scuola». Cosa intende fare ora? «Sul riscaldamento possiamo solo continuare a fare pressioni e sollecitare ditta e provincia sapendo che non possiamo e non vogliamo continuare a perdere ore di lezione. Per quanto riguarda invece la il problema più vasto dell’edilizia scolastica mentre speriamo che si accorcino i tempi della soluzione delle criticità, ci stiamo preparando a sollecitare l’amministrazione provinciale, anche con la mobilitazione, se è il caso, alla definizione di un programma articolato e concreto di interventi».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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