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Acqua Pubblica Frosinone, attesa per la legge Daga

La proposta di legge del M5S, a firma di Federica Daga, in discussione in Commissione Ambiente alla Camera, sta su- scitando molta attenzione nel popolo ciociaro che a differenza di molti sindaci sente forte l’esigenza di una gestione pubblica di un bene tanto vitale. Un popolo quello frusinate tanto bistrattato, dai sindaci che non prendono posizione a sostegno dei cittadini utenti dal gestore del servizio idrico che predilige la spartizione dei dividenti tra gli azionisti anziché gli investimenti di manuntenzione e cura del sistema di distrubzione dell’acqua. E così accade che continuano a ripetersi i distacchi forzosi di contatori per ‘morosità’ oppure di distribuzione, quasi fossero depliant plubbicitari, di atti d’ingiunzione grazie al noto decreto Padoan con cui vennero concesse ad Acea le stesse proprietà di un Ente Pubblico. Come è noto quel decreto è stato considerato incostituzionale da Paolo Maddalena, giurista e magistrato che ha ricoperto l'incarico di giudice costituzionale. Martedì 15 gennaio, tornando alla proposta Daga, su Radio24 nel programma radiofonico, ‘La versione di Oscar’, di Oscar Giannino, erano ospiti Alberto Zolezzi, vicecapogruppo M5S alla Camera, Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia, (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) e Claudio Corradino, sindaco di Cossato, un comune del biellese che non arriva a 15.000 abitanti, vicepresidente Anci Piemonte che certamente non vivono le tragedie della nostra provincia e vorrebbero restare alla gestione con l’azienda speciale. Oscar Giannino ha fatto subito riferimento alle motivazioni del ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, voluta con il referendum del 2011 dove 27 milioni di italiani votarono a favore ma non fu mai attuato per i dubbi che furono sollevati dalla vecchia politica, per i limiti che attribuivano alle gestioni miste pubblico/privato su tale passaggio. Altro dubbio e non il solo Giannino lo ha sollevato chiedendo quanti miliardi servirebbero per il passaggio alle gestioni pubbliche per risarcire i privati. Ha dato poi la parola ad Alberto Zolezzi e nel suo intervento ha esordito così: «La proposta di legge la paragono ad una canzone di De Andrè, uno la prima volta che l’ascolta forse rimane un po’ scandalizzato, poi però se ne innamora. Proseguendo – bisogna arrivare ad una gestione pubblica con Azienda Speciale; - regolamentare la tariffa tramite un organo interno al Ministero dell'ambiente con persone assunte in maniera meritocratica e non più con un'autorità esterna come ARERA; - rivalutare le tariffe per le concessioni (acque minerali ecc…). – Continua - è necessario tenere l'acqua fuori dalle logiche di mercato; - far sì che non esistano dividendi che sottraggono risorse per migliorare le reti, per esempio, solo lo 0,3% delle reti è stato sostituito, mentre il 65% dei dividendi viene distribuito ad azionisti ed ecco che aumentano tasse e tariffe per i cittadini e non aumentano le infrastrutture adeguate; - dice ancora - 400 milioni sono stati messi dal Governo sulle reti idriche, gestite da questi scienziati privati che però abbisognano sempre di un bel po’ di denaro pubblico. Riequilibrio sulle spese che vengono fatte devono andare per il bene acqua, con le ristrutturazioni delle reti idriche e non sui dividenti. - A Parigi – sottolinea - dove la tariffa era aumentata nel periodo privato del 174%, la ripubblicizzazione dell’acqua ha portato ad una riduzione delle tariffe dell’otto per cento e stabilità successiva ancora più importante, specialmente per le imprese. A Berlino c’è stata una riduzione delle tariffe del 17%». Viene passata poi la parola a Giovanni Valotti presidente Utilitalia, (Federazione delle Imprese) che cerca di portare… l’acqua… al proprio mulino e difende la categoria dei gestori privati dicendo: «I comuni non hanno né la capacità finanziaria, né la forza industriale, per una buona gestione. È paradossale dopo che abbiamo impiegato 10 o 15 anni a trasformare le vecchie aziende speciali in spa pubbliche più snelle che loro vogliono tornare alle aziende speciali. Comuni, regioni e sindacati dicono: non fateci tornare indietro di 20 anni». Giannino interviene e ribadisce: «Con l’azienda speciale si torna ai nominati dalla politica. – dice anche -non si può sperare che fermando l’aumento delle tariffe, come vorrà fare il Ministero, si possano avere le giuste risorse per la gestione» Insomma non è certo favorevole a mollare l’osso ed anche quando è il turno di Claudio Corradino, sindaco di Cossato ci mette il carico da 90: «Smontare un sistema che sta funzionando e tornare a gestire con dipendenti ridotti e necessità di risorse porterebbe ad un aumento di tasse. Speriamo che restino le ATO. Auspico che il cittadino abbia un prezzo congruo con un servizio adeguato. Spero in un dibattito aperto e che non si torni indietro alle Aziende Speciali che furono abbandonate» Ora, bisognerebbe passare la parola al popolo del frusinate ed invitare il sindaco biellese insieme al presidente di Utilitalia ad ascoltare come si sta vivendo la situazione in ciociaria con la gestione privata.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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