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Roccasecca, posizionato un mattone d’inciampo per ricordare le vittime della Shoah

Bella e toccante cerimonia quella che si è tenuta ieri mattina a Roccasecca in occasione della celebrazione della “Giornata della Memoria”. Il momento clou si è avuto quando, nei pressi dell’imponente monumento ai caduti, collocato al centro di via Roma, è stato posizionato un “mattone d’inciampo”. Il perché di tale operazione è stato svelato dal vice sindaco di Roccasecca Valentina Chianta che ha coordinato in maniera mirabile i vari momenti della cerimonia. «Per riflettere insieme sulla “Giornata della Memoria”, l’amministrazione comunale di Roccasecca ha scelto un segno tangibile come contributo alla riflessione ed alla crescita sociale, muovendo dall’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig che, grazie alle sue “Stolpersteine”, costringe chi passa ad interrogarsi sul passato e sul presente, sulla memoria e sull’attualità. Anche la città di Roccasecca ha scelto di dotarsi di un’impronta  concreta  e  tangibile,  ma discreta e antimonumentale». Nel caso specifico di Roccasecca  il “mattone d’inciampo” è stato realizzato e donato dalla società Saxa Gres che, come si sa, ha rilevato lo storico stabilimento della Ideal Standard, garantendo ai suoi dipendenti il mantenimento del posto di lavoro che era diventato quanto mai incerto ed a forte rischio. «Tale mattone - ha spiegato ancora il vice sindaco di Roccasecca - diventerà parte di noi e dei nostri momenti di riflessione più intimi per sempre». La posa del “mattone” si è svolta alla presenza del primo cittadino di Roccasecca Giuseppe Sacco, del presidente della Comnunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, del rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Giovanni Betta, del vicario generale della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, mons. Antonio Lecce, di mons. Giandomenico Valente, vicario di zona, del presidente della XV Comunità Montana “Valle del Liri” Gianluca Quadrini e del direttore dello stabilimento Saxa Gres di Roccasecca. A fare da degna cornice all’evento una folta e composta rappresentanza degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo senza i quali, come ha detto nella sua prolusione il vicesindaco Chianta, «nulla sarebbe possibile perché nulla avrebbe quel sapore fresco e al tempo stesso concreto che solo le giovani generazioni sanno dare». Il momento più emozionante e  coinvolgente si è avuto quando, mentre venica svelato il “mattone”, il chitarrista Massimiliano Testa eseguiva “No Hubo Remedio”, che significa letteralmente “Non ci fu rimedio”, brano appartenente alla raccolta “24 Caprichos de Goya”, ispirati agli omonimi quadri del pittore spagnolo Francisco Goya. In conclusione è stata veramente una bella cerimonia, semplice ma toccante, che ha visto una numerosa affluenza di gente. Un modo diverso per celebrare la “Giornata della Memoria” e per ricordare le vittime dell’Olocausto. Anche perché, come scriveva Primo Levi, «se comprendere è impossibile conoscere è necessario».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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