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Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano Lo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano

Mercato Auto, Fca crolla al 24,12 per cento di quota di mercato. Altro tonfo Alfa (-45,35 per cento)

Il mercato auto italiano a gennaio 2019 ha registrato una flessione delle vendite del 7,55% rispetto allo stesso mese del 2018. Pesante arretramento del Gruppo Fca, che registra -21,64% per 39.773 unità vendute. La sua quota di mercato scende così dal 28,46% al 24,12%. Nello specifico è stata proprio Fiat ha segnare la contrazione più preoccupante, con calo a gennaio 2019 del 29,2% rispetto a gennaio 2018 e una quota di mercato che scende a 14,83%. Ancora pesantissima Alfa Romeo (-45,35% con 2.473 unità vendute) e male anche i marchi Jeep (-16,14% a 6.249 autovetture). Bene nel Gruppo guidato dall'ad Manley solamente Lancia che, con un solo modello - l'intramontabile Y - cresce del 55,36% con 6.606 autovetture vendute.

Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, ritiene che “quadro economico e incertezza sulle prospettive dell’offerta frenano la domanda di auto”. “Nel nostro Paese, ma anche in altri mercati come quello tedesco i potenziali acquirenti avvertono che l’auto è sulla soglia della transizione verso nuove forme di alimentazione e vetture tecnologicamente più avanzate. Questa consapevolezza e l’incertezza sui tempi si traducono spesso in un rinvio delle decisioni di acquisto. Un secondo fattore è il fatto che, come nel 2018, alcune importanti case stanno privilegiando i canali di vendita più remunerativi e annullano o riducono l’offerta di vetture usate con chilometri zero. Il terzo fattore è la crescente consapevolezza da parte delle famiglie e delle imprese che l’economia italiana è in frenata. Questa situazione desta preoccupazione negli operatori del settore, ma è assolutamente da escludere che l’impatto sulle vendite possa essere anche lontanamente paragonabile al crollo che si ebbe nella crisi iniziata nel 2008”.

Paolo Scudieri, presidente Anfia, punta l'indice: "La campagna di demonizzazione del diesel tout court e i provvedimenti di limitazione del traffico nei centri urbani, con la penalizzazione di alcune tecnologie rispetto ad altre, sono tra le principali cause. L'anno si apre quindi in maniera non ottimale, sia per la situazione economica non favorevole, sia per le preoccupazioni legate all'entrata in vigore, a partire da marzo, del bonus-malus”.

A proposito dell'ecotassa torna alla carica il senatore del Pd e segretario regionale dem, Bruno Astorre: "Dopo i dati negativi degli ultimi 2 mesi del 2018 per il mercato italiano dell’auto, il 2019 inizia nero per Fca. Il crollo del 21,6% delle auto in Italia conferma l'allarme lanciato poche settimane fa. L'ecotassa voluta da Di Maio e Salvini sta facendo sbandare Fca e mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Il governo Conte - conclude Astorre - e' responsabile di tutto questo ed e' in tempo per cambiare i provvedimenti che stanno creando un crack nel mercato delle auto italiano, col rischio del blocco di catene di produzione come si paventa nella sede Fca di Cassino".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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