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Le cassette ossario accatastate Le cassette ossario accatastate

Cassino, cassetta-ossario svanita. Le scuse del Comune: «Condotta inaccettabile dell’ex dipendente»

La sconcertante notizia riportata ieri in esclusiva su L’inchiesta quotidiano in merito alla scomparsa della cassettina-ossario nel cimitero comunale di San Bartolomeo ha creato un’ondata di sdegno. I familiari del defunto, che era stato traslato due anni fa e che domenica scorsa si sono trovati di fronte ad una situazione da loro stessi definita “vergognosa”, ovviamente hanno cercato risposte alle loro domande. Lo hanno fatto in diversi uffici del palazzo comunale, dove tuttavia è stato riferito loro che l’addetto che due anni fa si era occupato della “pratica” a pagamento è ormai in pensione. L’assessore al ramo, Franco Evangelista, ci ha ragguagliato in materia di riduzioni dei resti mortali in ossario. «Intanto, è doveroso dire che i nostri concittadini due anni fa, al momento della richiesta, non avrebbero dovuto sborsare una cifra superiore ai cento euro, da pagare rigorosamente attraverso un bollettino postale. Non è prevista nessun’altra possibilità. Aggiungo, poi, che per la gravità di quanto accaduto, ossia la “sparizione” della cassetta che avrebbero dovuto trovare nel loculo, il Comune  risponde moralmente per la condotta di questo ex dipendente ora in pensione. Siamo vicini alla famiglia e, nel momento in cui venisse formalizzata una denuncia, ci affideremo con fiducia alla magistratura perché quanto emerso è inaccettabile. Intanto, fin da subito provvederemo ad una verifica accurata dello stato dei luoghi». Il riferimento dell’assessore è direttamente collegato alle immagini che sono state pubblicate e che ritraggono una sorta di ripostiglio per attrezzi agricoli e di manutenzione del verde. Nello stesso locale, sono accatastate decine di cassettine-ossario in zinco. Molte riportano nome e cognome, ma numerose sono quelle anonime. Oltre al fatto che non appare assolutamente congrua e rispettosa quella collocazione per delle spoglie mortali. La famiglia del defunto di cui si sono perse le tracce, intanto, medita sul da farsi. Con il rammarico di essere stati abbindolati, due anni orsono, da chi avrebbe dovuto provvedere alla custodia di quei resti a loro cari e non lo ha fatto.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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