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Antonio Sessa Antonio Sessa (Flp-Cgil)

Pignataro Interamna, incontri coi sindacati che vanno verso la mobilitazione dei comunali

Incontri in corso al Comune di Pignataro Interamna per far fronte alla crisi finanziaria gravissima che ha reso impossibile all’amministrazione del sindaco Benedetto Murro di erogare ai dipendenti gli stipendi di dicembre, con tredicesima, e di gennaio. I pimi confronti sono avvenuti con le organizzazioni sindacali. Un incontro con Cgil, Cisl e Uil (presenti rispettivamente i segretari delle funzioni pubbliche Antonio Sessa, Giovanni Palazzo e Luciano Ferrara) e successivamente con gli autonomi della Fenadip, con il segretario Vincenzo De Nisi e la rsu.
Murro era da parte sua accompagnato dall’assessore al Bilancio, Marcello Cavaliere.
Poi, nel pomeriggio, il primo cittadino, insieme ad un rappresentante dei dipendenti comunali, è stato ricevuto in prefettura dal dottor Ignazio Portelli che sta seguendo l’evolversi della situazione personalmente.
Nel frattempo proseguono i colloqui con le banche locali per trovare una soluzione all’emergenza liquidità aperta dalla decisione del tesoriere - Banca Carige - di revocare le anticipazioni di cassa e di chiedere un rientro dalle linee di credito. Fatto sta che attualmente l’istituto - esposto con il Comune di Pignataro per circa un milione di euro - sta trattenendo tutta la liquidità in ingresso per colmare il debito ma causando gravissimi danni all’amministrazione Murro che non può materialmente far più conto su un solo euro di introito.
La situazione è davvero nerissima se si pensa che siamo al cospetto di un’amministrazione che è nel pieno degli effetti della seconda dichiarazione di dissesto. Occorre quindi un vero e proprio soccorso finanziario che solo banche del territorio potrebbero approntare per evitare il definitivo e finale tracollo dell’ente con ulteriore commissariamento straordinario.
Antonio Sessa (segretario provinciale Fp-Cgil) commenta: «La situazione è complicata perché hanno Carige come istituto tesoriere e non consente di utilizzare neanche un centesimo. Se il governo ha salvato la Carige mica l’avrà fatto per far far incassare l’istituto e danneggiare ci clienti, specie se ci riferiamo ai Comuni! Carige non può bloccare tutti i fondi di Pignataro perché è come se ad un privato si impone la trattenuta del quinto dello stipendio. Non avviene per tutto lo stipendio perché avrà pur diritto, l singolo come l’istituzione, di sopravvivere. O no? Per questa ragione è giusto che il sindaco dialoghi col Prefetto per far sì che la situazione si sblocchi». Sessa annuncia la mobilitazione del personale per far sì che dalla vicenda si occupino a livello centrale.
«Certo - aggiunge il sindacalista Cgil - se si fosse dichiarato un po’ prima il dissesto avremmo potuto accedere ad alcuni fondi regionali appositamente stanziati. Insomma, per una serie di circostanze, non sono stati utilizzati in maniera adeguata gli strumenti a disposizione. Magari anche solo per colpa di una tempistica sbagliata Solo il governo potrebbe risolvere la questione - conclude Sessa - oltretutto non il ministero degli Interni deve ancora approvare il piano di riequilibrio di Pignataro Interamna. Invece bisogna davvero far presto».
«Al sindaco Murro - commenta il segretario Fenadip De Nisi - avevamo chiesto di muoversi con un piano di incentivi per far sì che almeno 6-7 persone potessero accedere al pensionamento grazie anche a Quota 100. L’avevamo invitato anche a realizzare un piano di risanamento prima di contattare altri istituti di credito. Ma non sembra che abbia ascoltato le nostre proposte».
Conclusione?
«Abbiamo deciso - risponde il sindacalista -, insieme alle nostre rappresentanze e considerato che siamo l’organizzazione maggiormente rappresentativa per iscritti, di mettere in mora l’ente per quanto riguarda gli stipendi e soprattutto sulla contribuzione».
Da circa un anno ci sarebbe un disallineamento sostanziale tra pagamento dei contributi e pagamento dei salari. «Se risultasse che l’amministrazione comunale non sia andata a coprire prima la contribuzione previdenziale - sottolinea De Nisi - metterà in difficoltà chi è prossimo alla pensione. Senza contare che, nel caso in cui venissero superati i 10mila euro di mancata contribuzione, si entra sul terreno del diritto penale. Abbiamo deciso di fissare a breve una nostra assemblea sindacale nella quale dichiareremo lo stato di agitazione. Nel caso scatterebbe il prescritto  incontro al Prefetto: il rappresentante del Go- verno, infatti, deve obbligatoriamente convocare le due parti quando viene dichiarato lo stato di agitazione».
Insomma al sindaco Murro spetta una missione da far tremare i polsi: ripristinare un minimo e vitale flusso di cassa per il Comune di Pignataro Interamna.
Prevedibile che ci sia il ricorso sempre più spinto alla gestione associata dei servizi. Per la polizia locale col Comune di Villa Santa Lucia e per il servizio anagrafe e stato civile con quello di San Giorgio a Liri. Sono soluzioni già prospettate proprio dalla Fenadip e che non è detto che il primo cittadino non abbia intenzione di mettere in pratica, con la finalità di uscire dal terribile angolo in cui l’eredità raccolta dal recente passato amministrativo del paese l’ha cacciato.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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