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Il carcere di Cassino Il carcere di Cassino

Indagine “Il colombiano”: davanti al gip, tutti muti. Lunedì altri 3 interrogatori

Tutti muti davanti al gip: gli indagati (solo coloro che si trovano in carcere), finiti in manette all’alba di mercoledì al termine dell’operazione antidroga “Il colombiano”, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il tempo di aprire e chiudere i verbali. Circa 15 minuti per ciascun di loro: tanto è durato l’interrogatorio di garanzia. Almeno nel carcere di Cassino. Davanti al gip Montefusco sono finiti: i fratellli Juri e Igor Arpino (rispettivamente di 37 e 39 anni di Sant’Elia Fiumerapido), Davide Monaco (detto “Coniglio” 32enne di Sant’Elia F.), Alessandro Gargano (detto “Capoccione” 32enne di Sant’Elia F.), Vincenzo Nunziata (54enne di Napoli, detto “Enzo” o “Il colombiano”, ma residente a Sant’Apollinare) e Bruno Bayram (detto “Marco” di 38 anni, nato a Napoli, ma residente a Sant’Apollinare). 
Ieri, sono stati sentiti, sempre su rogatoria della DDA di Roma, ma in altri istituti penitenziari, anche Mirko Lanni (28enne di Sant’Elia F.), Devid Miele (31enne di Sant’Apollinare) e Giuseppe Nunziata (55enne di Napoli, detto “Peppe”, ex agente della Polizia di Stato già arrestato a Cassino nel giugno 2017 perché trovato in possesso di 13 chili di droga. L’uomo sta scontando una condanna di 5 anni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere). 
Lunedì, invece, saranno interrogati  a Roma i tre giovani agli arresti domiciliari: Diego Lanni (33enne di Sant’Elia F.), Gianfranco Leo (40enne di Sant’Elia F.) ed Emanuele Pellecchia (30enne di Cassino). Dovranno comparire davanti al gip Alessandra Boffi, che ha emesso l’ordinanza restrittiva. 
Secondo l’accusa i 12 indagati avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione in grado di gestire e controllare, anche con la forza dell’intimidazione e l’uso della violenza, una delle più importanti piazze di spaccio del Cassinate: quella di Sant’Elia Fiumerapido. Chi era a capo dell’organizzazione (i fratelli Arpino), servendosi di collaboratori fidati, riusciva a movimentare grossi quantitativi di cocaina, hashish e marijuana. Droga che veniva acquistata nel napoletano grazie ai fratelli Nunziata. Squadra Mobile e Carabinieri sono riusciti a smantellare l’organizzazione. A 9 dei 12 indagati è contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga, mentre agli altri 3 la detenzione e lo spaccio. Il pool difensivo è composto dagli avvocati: Eleonora Rea, Sandro Salera, Paolo Marandola, Domenico Buzzacconi, Mosè De Rubeis, Renato D’Ambrosio, Antonio Di Sano, Domenico Ferrucci, Luigi Montanelli, Alessandro Caldaroni e Mariano Giuliano.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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