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Il consigliere Giuseppe Sebastianelli Il consigliere Giuseppe Sebastianelli

Cassino, Sebastianelli punta il dito contro Forza Italia: «Solo colpa loro»

Continua a rimanere incredulo di quanto sta accadendo in Piazza De Gasperi il consigliere comunale Giuseppe Sebastianelli che proprio un novellino della politica non è. «E’ la prima volta che vedo lamentarsi chi ha le deleghe e non il contrario La scadenza de - esordisce l’ex esponente di maggiornaza -  Detto questo spero che qualcuno mi spieghi come può il presidente del Consiglio comunale Dino Secondino ribellarsi  contro il partito di cui lui stesso ne è coordinatore cittadino. Ed allo stesso modo la consigliera Rossella Chiusaroli è la capogruppo di Forza Italia in Aula e si scaglia contro gruppo che guida? Cose veramente difficili anche solo da poter immaginare».

I riferimenti a Forza Italia non sono casuali visto che sull’argomento lo storico esponente di centrodestra è chiarissimo: «La crisi in Consiglio comunale è sempre stata colpa dei dirigenti di Forza Italia, dentro e fuori da Piazza De Gasperi».

Cosa intende di preciso? «Oggi vediamo che la disputa sulle deleghe è tutta interna a Forza Italia con la città ostaggia di questa situazione. La primavera scorsa quando si decise di togliere la delega alla Lega il sindaco operò dietro precisa indicazione del partito azzurro. Non sappiamo per ripicche personali dopo l’esito delle elezioni o per salvaguardare equilibri politici, sta di fatto che la decisione fu presa su quei tavoli».

Lei afferma che lo scontro è legato solamente alle deleghe. Da Fi però dicono l’esatto contrario.  

«E’ sempre la solita storia: nessuno vuole niente ma poi tutti cercano di rubare la camicia all’altro. Mi sembra assodato che sia solamente una partita squisitamente di potere e spartizione all’interno di Forza Italia. non mi sembra che nessuno abbia mai detto una parola sul programma o cose del genere».

Lei non ha mai nascosto critiche nei confronti del gruppo azzurro...

«Doveva essere il gruppo trainante dell’intera amministrazione comunale ma ha iniziato a litigare fin da subito e questi sono i risultati. C’è perfino chi afferma che ha votato il dissesto senza aver capito fino in fondo quali potevano essere le ripercussioni della città. Non siamo ai titoli di cosa, ma bisognerebbe addirittura riavvolgere il nastro e ricominciare da capo e mi vengono anche dubbi su che tipo di mandato tutti noi consiglieri abbiamo ricevuto dai cittadini».

Come pensa che andrà a finire questa crisi?

«L’importante è che si sbrighino. Se il sindaco pensa di avere una maggioranza solida, quindi non i soliti tredici che ogni giorno possono mettere in bilico la tenuta del governo cittadino, vadano avanti. Se, come sembra, non riescano ad andare oltre il minimo “sindacale” si punti alle elezioni di maggio perchè non si può lasciare la città in mano ad un Commissario per un intero anno».

Per andare al voto anticipato bisogna abbassare la serranda entro il 24 febbraio. Pensa che sia possibile?

«Non dipende da me né dall’opposizione. Abbiamo per due volte confermato di essere in dodici pronti a staccare la spina al sindaco D’Alessandro, ma non è mai arrivata l’ultima firma. Spero che una volta passato il termine ultimo per andare al voto non si ricomincino i dentro e fuori dalla maggioranza perchè sarebbe un atto gravissimo nei confronti della città».

Un allargamento della maggioranza da dove può arrivare?

«L’unico modo per puntellare la squadra per il sindaco è riuscire a riportare dentro la Lega ed arrivare a quindici consiglieri. Non so se la cosa sia possibile, ma spero che tutto questo tempo che è stato perso sia servito anche per vagliare questa possibilità. La speranza resta sempre quella che il sindaco chiuda immediatamente questa storia, anche perchè non ne ha azzeccata una nemmeno con i numeri in Aula. Questa amministrazione comunale è nata male e finirà peggio. Non c’è possibilità di riprendersi, servono solamente nuove elezioni per dare già nel mese di giugno un nuovo governo alla città».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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