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La droga sequestrata il 22 giugno 2017. Il corriere arrestato era un poliziotto La droga sequestrata il 22 giugno 2017. Il corriere arrestato era un poliziotto

Operazione “Il colombiano”: davanti al gip restano muti in due. Leo rende l’interrogatorio

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere due dei tre giovani che si trovano ai domiciliari da mercoledì scorso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Diego Lanni (33enne di Sant’Elia F.) ed Emanuele Pellecchia (30enne di Cassino) hanno scelto la strada del silenzio mentre Gianfranco Leo (40enne di Sant’Elia F.) ha risposto a tutte le domande del gip Alessandra Boffi che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 persone al termine dell’operazione antidroga “Il colombiano”. Indagine condotta da Polizia e Carabinieri nel 2017 e che si è conclusa la scorsa settimana. L’avvocato Sarah Grieco, che difende Leo, ha anche chiesto la modifica della misura cautelare: la scarcerazione o, in alternativa, una misura meno afflittiva.
Su dodici indagati, dunque, solo uno ha deciso di rendere l’interrogatorio.
In manette, mercoledì all’alba, sono finiti anche: Juri e Igor Arpino (rispettivamente di 37 e 39 anni di Sant’Elia Fiumerapido), Davide Monaco (detto “Coniglio” 32enne di Sant’Elia F.), Alessandro Gargano (detto “Capoccione” 32enne di Sant’Elia F.), Vincenzo Nunziata (54enne di Napoli, detto “Enzo” o “Il colombiano”, ma residente a Sant’Apollinare), Giuseppe Nunziata (55enne di Napoli, detto “Peppe”, ex agente della Polizia di Stato già arrestato a Cassino nel giugno 2017 perché trovato in possesso di 13 chili di droga. L’uomo sta scontando una condanna di 5 anni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. E’ il fratello di Vincenzo Nunziata), Mirko Lanni (28enne di Sant’Elia F.), Devid Miele (31enne di Sant’Apollinare) e Bruno Bayram (detto “Marco” di 38 anni, nato a Napoli, ma residente a Sant’Apollinare).
Secondo l’accusa i 12 indagati avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione in grado di gestire e controllare, anche con la forza dell’intimidazione e l’uso della violenza, una delle più importanti piazze di spaccio del Cassinate: quella di Sant’Elia Fiumerapido. Chi era a capo dell’organizzazione (i fratelli Arpino), servendosi di collaboratori fidati, riusciva a movimentare grossi quantitativi di cocaina, hashish e marijuana. Droga che veniva acquistata nel napoletano grazie ai fratelli Nunziata. Squadra Mobile e Carabinieri sono riusciti a smantellare l’organizzazione. A 9 dei 12 indagati è contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga, mentre agli altri 3 la detenzione e lo spaccio. 
Il pool difensivo, composto dagli avvocati Eleonora Rea, Sandro Salera, Paolo Marandola, Domenico Buzzacconi, Mosè De Rubeis, Antonio Di Sano, Domenico Ferrucci, Luigi Montanelli, Alessandro Caldaroni e Mariano Giuliano, sta acquisendo proprio in questi giorni gli atti riguardanti l’indagine, centinaia e centinaia di pagine, per valutare insieme agli assistiti se ricorre al Tribunale del Riesame. C’è chi presenterà l’istanza nelle prossime ore. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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