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L'esultanza di Paganini (foto Frosinonecalcio.com) L'esultanza di Paganini (foto Frosinonecalcio.com)

Il Frosinone si lecca le ferite dopo il ko con il Torino e pensa all'Empoli

Una sconfitta che non ci voleva dopo l’incoraggiante pari a reti bianche di Marassi contro il Genoa. E’ sicuramente questa l’istantanea migliore per fotografare l’1-2 del “Benito Stirpe” tra Frosinone e Torino. Un risultato negativo subìto in rimonta per mano dei granata, trascinati dalla doppietta realizzata dal “Gallo” Belotti nel corso della ripresa in risposta al vantaggio dei giallazzurri firmato da Paganini al 42’ del primo tempo. Che i valori tecnici degli uomini di Walter Mazzarri fossero superiori era un dato di fatto, ma tanto è il rammarico in casa Ciociara per il modo in cui è venuto a maturare questo sedicesimo ko stagionale. I canarini hanno disputato una prima frazione di gioco a dir poco fantastica, mettendo in mostra grande intensità. Raramente si era visto il Toro soffrire in una maniera così evidente. E’ stata una gara vibrante anche se poco lieta agli amanti dello spettacolo. Forse condizionata dalla tensione per l’importanza della posta in palio per entrambe le formazioni. Ed il verdetto finale ha premiato la caparbietà di una squadra in rampa di lancio verso il traguardo delle Coppe Europee. A fare la differenza soprattutto la qualità dei cambi. Bravo Mazzarri a pescare dalla panchina gli uomini che hanno servito i due assist al Gallo: il riferimento va a Iago Falque ed Ola Aina. Baroni ha finito l’incontro con quattro attaccanti e due difensori di ruolo. Mosse della disperazione che non hanno sortito gli effetti desiderati, prolungando quel digiuno di vittorie casalinghe che ormai va avanti da inizio stagione. Ora per la salvezza i discorsi si fanno sempre più complicati. Il Bologna, vincendo al “Dall’Ara” col Cagliari, si è portato a +4 dal Frosinone e ha accorciato sull’Empoli che, proprio domenica nel prossimo turno, riceverà la visita dei canarini in uno scontro diretto cruciale. Marco Baroni nel post match non si è nascosto. Una realtà che va affrontata di petto: «Se guardo il primo tempo - l’analisi del mister giallazzurro - è stato perfetto. La squadra è stata superiore al Torino. Messa bene in campo, attenta, ha portato pressione, è rimasta equilibrata concedendo pochissimo e creando almeno 3-4 situazioni importanti. Abbiamo speso tantissimo. Nel secondo tempo quando ti abbassi, inevitabilmente viene fuori la loro fisicità e la loro qualità e diventa tutto più difficile. Abbiamo preso un gol su palla inattiva, siamo andati in difficoltà nelle ripartenze, non siamo stati più pericolosi. Se non siamo pericolosi contro queste squadre, poi ti salgono sopra». Eppure, non è la prima volta che succede. Giocar bene, sciorinare prove convincenti ma tornare a casa senza fare punti. E’ chiaro che al “Castellani” le risposte che tutti i tifosi si aspettano sono diverse: «Avremmo bisogno - confida Baroni - di un risultato importante soprattutto in casa. Ci sono ancora le condizioni per venirne fuori. Ma il primo tempo non è sufficiente. Ad Empoli bisogna rischiare, andare a mettere pressione all’avversario. Non possiamo rinunciare ad attaccare. Le sconfitte sono tutte pesanti. Se penso al dopo Roma è stata una mazzata pazzesca. Ora dobbiamo preparare questa gara, la prossima, da dentro-fuori. Ad Empoli bisogna vincere». Un messaggio al quale non serve aggiungere altro. Leone, è giunto il momento di tornare a ruggire.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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