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Uno dei sequestri dei Nas Uno dei sequestri dei Nas

Operazione “Calamaio”, traffico di anabolizzanti: 13 arresti e 57 perquisizioni

Traffico internazionale di sostanze anabolizzanti, ma anche vendita online: è ciò che hanno scoperto i carabinieri del Nas che ieri all’alba hanno arrestato 13 persone (12 su ordinanza e uno in flagranza di reato durante una perquisizione) ed eseguito 57 perquisizioni sia in Sicilia che nel resto del Paese. Tra gli indagati figura anche una 25enne di Roccasecca (non arrestata). Ieri alle 4 i carabinieri del Nas di Latina hanno bussato alla sua porta di casa ed hanno eseguito il decreto del giudice. Nell’abitazione hanno trovato una scatola di sostanze ritenute dopanti tra fiale, capsule e flaconi. In numero esiguo. Ma tra le sostanze dopanti non erano presenti anche quelle classificate come stupefacenti. La merce è stata sequestrata. 
Le indagini sono ancora in corso, visto che durante le perquisizioni di ieri è stato acquisito materiale utile alle investigazioni (pc, cellulari e documenti) e non si esclude che la “collaborazione” della 25enne - come precisato nella nota a sinistra - possa contribuire a fare luce sul traffico internazionale di anabolizzanti. 
L’indagine è partita dalla Sicilia e proprio il gip del Tribunale di Enna, Maria Luisa Bruno, ha emesso il provvedimento restrittivo a carico dei 12 arrestati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”, “precursori di droghe” e “produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”. Secondo la ricostruzione degli uomini del tenente colonnello Zapparoli, comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) di Roma, l’inchiesta “Calamaio” (dal nickname “pennino” usato da alcuni indagati) è partita da due fratelli della provincia di Enna. Attraverso il web, i due acquistavano dall’estero (Bulgaria, Slovacchia, Polonia, Romania e Serbia) le sostanze dopanti e le smistavano attraverso alcuni canali individuati a Salerno (dove è stato sequestrato anche un laboratorio), Lecce, Modena, Asti e Piacenza (dove ieri è stato arrestato in flagranza un uomo). Molti degli acquirenti compravano i prodotti online: ora rischiano anche la denuncia per ricettazione. Gli approfondimenti sui canali di vendita hanno consentito di individuare anche collegamenti tra gli indagati e titolari o gestori di palestre, negozi di articoli per body builder e, in alcuni casi, giovani atleti non professionisti, quali utilizzatori delle pericolose sostanze anabolizzanti. I rapporti tra arrestati ed indagati sono stati ricostruiti attraverso i flussi finanziari. L’indagine, coordinata per oltre due anni dal giovane pm Giovanni Romano (scomparso il 18 febbraio scorso in un incidente stradale), ha permesso di sequestrare circa 18mila confezioni (flaconi/ blister/ compresse) di sostanze dopanti e stupefacenti, di cui circa 300 flaconi di sostanze stupefacenti (nandrolone). Gli investigatori del tenente colonnello Zapparoli hanno scoperto che  l’età media degli assuntori oscillava tra i 20 ed i 40 anni, con rari casi di ultra sessantenni utilizzatori di sostanze dopanti per migliorare la loro forma fisica in previsione delle vacanze estive.

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L’indagata attraverso il suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Di Murro, si dichiara del tutto estranea alle contestazioni che le vengono mosse ed intende collaborare con gli investigatori per fare piena luce su questa vicenda che la vede vittima di un personal trainer. L’uomo - sempre secondo la difesa - approfittando dell’amicizia di ogni componente della famiglia e la loro buona fede, non si fatto alcuno scrupolo ad utilizzare la loro abitazione per ricevere, da parte dei corrieri, alcuni pacchi il cui contenuto era totalmente sconosciuto all’indagata e a tutta la sua famiglia. Ed hanno intenzione di dimostrarlo.  
L’avvocato Di Murro è a lavoro da ieri all’alba per raccogliere le prove a sostegno della difesa della 25enne. Le indagini proseguono.

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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