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Allontanato da casa per maltrattamenti, misura revocata ad un cassinate

Ad ottobre scorso era stato allontanato dalla casa coniugale perché accusato di maltrattamenti in famiglia. A Natale gli era stato concesso di trascorrere le festività con i suoi cari, così come richiesto dal difensore Giuseppe De Giorgio, e due giorni fa il provvedimento è stato revocato dal giudice. Il 60enne di Cassino è potuto tornare a casa dopo la remissione della querela da parte della moglie. 
A disporre il provvedimento cautelare era stato il pm Roberto Bulgarini Nomi dopo una meticolosa indagine svolta dagli agenti del Commissariato. L’uomo, nel frattempo, aveva superato la “prova” e il suo difensore di fiducia ha pertanto sostenuto che non sussiteva più l’esigenza cautelare perché gli animi familiari si erano rassenerati. Richiesta accolta. In attesa che inizi il processo.

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AGGIORNAMENTO DEL 05/04/2019

In merito all’inchiesta della Guardia di Finanza sull’Interporto di Marcianise, che lo scorso 14 marzo ha visto finire in manette Giuseppe Barletta (e altre tre persone, per un totale di 10 indagati) che ha costruito il Parco commerciale “Campania”, riceviamo e pubblichiamo integralmente la richiesta di rettifica che ci giunge dall’ammistratore delegato del “Gruppo Barletta Spa” con sede a Roma. «La società Gruppo Barletta Spa comunica di essere totalmente estranea alle inchieste e ai procedimenti promossi nei confronti del signor Giuseppe Barletta, con il quale non è legata da alcun rapporto professionale, societario o di parentela. Qualunque impropria associazione tra i fatti oggetto di cronaca e Gruppo Barletta Spa deve quindi intendersi errata e fuorviante».
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Risponde la giornalista Alba Spennato: «Gentilissimo Amministratore Delegato del Gruppo Barletta Spa, nell’articolo pubblicato il 15 marzo scorso, si fanno nomi e si riportano riferimenti precisi, avvenuti in provincia di Caserta, tali da non generare dubbi sulla vicenda e sull’estraneità della Sua holding (con sede nella Capitale, quindi addirittura in un’altra regione) rispetto ai fatti riguardanti l’interporto di Marcianise. Sebbene io riconosca di essermi trovata di fronte ad un caso di omonimia. Mi trova in totale disaccordo quando precisa “Qualunque impropria associazione deve quindi intendersi errata e fuorviante”. Personalmente non avrei potuto fare nessuna associazione poiché la Sua azienda, Gruppo Barletta Spa, e non “Gruppo Barletta” (come da me riportato e da intendersi quale gruppo di società verificato dalla Guardia di Finanza e riferibile all’indagato), mi era completamente sconosciuta fino a ieri. I riferimenti erano circoscritti solo alle aziende del 74enne Giuseppe Barletta, tra l’altro unico indagato con tale generalità, per altro non corrispondenti neanche alle Sue. Se a fare confusione siano state persone poco attente, non posso di certo risponderne io. Cordiali saluti».  

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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