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Meloni, Salvini e Berlusconi Meloni, Salvini e Berlusconi

Cassino, centrodestra: i vertici nazionali impongono unità

Il tempo stringe e nel centrodestra si deve cominciare a “quagliare” qualcosa. Gli occhi sono puntati tutti sul tavolo provinciale che dovrebbe tirare le linee guida per dare finalmente il via a questa campagna elettorale. Il secondo round “provinciale” ha visto ancora una volta convocati al tavolo Carmelo Palombo per la Lega, Paolo Pulciani (Fratelli d’Italia), Tommaso Ciccone (Forza Italia), Niki Dragonetti (Movimento Lo Scarpone) e Pasquale Moretti (Udc). Sulla volontà di andare uniti pare che non ci siano più dubbi, ma resta da sciogliere il nodo su come creare la discontinuità col passato. Un problema che a dire il vero sembra non proprio impossibile da superare visto che l’esponente forzista pur evidenziando che nessuno può andare a sindacare sulla composizione delle liste altrui, non sembra avere problemi di sorta visto che è la stessa ex maggioranza ad aver messo i paletti per l’ex sindaco D’Alessandro e l’ex assessore ai servizi sociali Benedetto Leone che, della passata amministrazione erano i soggetti di punta. Che adesso si vuol far passare che sono Lega e Scarpone a voler imporre il diktat fa bene per gli equilibri interni ma non risponde del tutto al vero. Nella riunione di ieri si è fatto comunque un passo in avanti cominciando a ragionare sui nomi dei candidati a sindaco. Qualcuno è stato messo sul tavolo, ma poco conta se non si farà chiarezza sulle trattative che corrono parallele tra il tavolo provinciale e i tanti tavolini comunali dove si sta decidendo altro con altri equilibri ed altri nomi in campo. La voglia comunque è quella di non rompere ed andare uniti, anche se non sono da escludere delle possibili clamorose fughe in avanti se il nome “provinciale” non dovesse essere di gradimento al “cittadino”. L’invito a non spaccare è arrivato anche dai leader nazionali con Matteo Salvini, Antonio Tajani e Giorgia Meloni si sono visti nell'appartamento riservato al ministro dell'Interno, in piazza Grazioli dove "Si è registrata una sostanziale volontà di indicare in tutti i capoluoghi, candidati comuni così come prospettato dai dirigenti dei partiti di centro-destra e nelle città interessate". Cassino non è capoluogo di provincia ma è come se lo sia.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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