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Cassino verso il voto, Salera: «Non sono l’anti-Petrarcone»

La notizia del momento è la clamorosa richiesta di candidatura pervenuta sul tavolo dell’ex assessore al bilancio Enzo Salera da parte di una fetta consistente del centrosinistra per cercare di trovare una sintesi all’interno della coalizione o, in alternativa, marciare contro l’ex sindaco Petrarcone. Ma questa seconda ipotesi non è indicata chiaramente, ma da molti auspicata. Una eventualità quest’ultima che avrebbe del clamoroso visto che il duo Petrarcone-Salera sembrava indissolubile fino a poche settimane fa, ma in politica nulla è per sempre. A gettare acqua sul fuoco è lo stesso Enzo Salera che non vuol sentire parlare di candidatura ma solamente della necessità di trovare una sintesi all’interno della coalizione per non ripetere gli errori del passato. Sintesi che evidentemente appare impossibile sul nome dell’ex primo cittadino. «Non c’è nessuna candidatura - esordisce Salera - ma la richiesta da parte di una parte consistente del Pd e di alcune forze del centrosinistra per trovare una sintesi attraverso un nome su cui possano convergere quante più forze possibili al fine di evitare una dolorosa divisione che possa avere ripercussioni sia sul lato umano che politico».

Appunto, parliamo di spaccatura. Si parla di una frattura profonda tra quello che fino a pochi giorni fa era definito “gruppo Petrarcone”. Cosa c’è di vero?

«Molto poco. Non c’è nessuna spaccatura profonda, ma solo la mancata condivisione con il gruppo storico di ex assessori ed consiglieri di Peppino Petrarcone sul documento approvato lunedì sera nel direttivo del Pd».

Quello del ticket con l’ex consigliera Sarah Grieco?

«Esattamente. Quello in cui si decideva a tavolino il ruolo da vicensidaco che dovrà avere l’ex collega in Sala Di Biasio in caso di vittoria».

Cosa non vi è piaciuto del documento?

«Diciamo che non ci è piaciuto nulla sia nel metodo che nella sostanza in quanto appaiono immediatamente evidenti due storture macroscopiche».

A cosa si riferisce?

«C’è l’assegnazione a priori di un ruolo così importante come quello del vicesindaco senza attendere l’esito della competizione elettorale. Una scelta che di fatto demotiva l’intera squadra. Il secondo punto, che investe il piano politico, riguarda il ragionamento più ampio in termini di coalizione: un partito non può indicare  sindaco e vicesindaco, anche se si tratta del Pd».

Torniamo alla spaccatura. Si parla dell’ex sindaco Patrarcone sempre più isolato, cosa c’è di vero?

«Non so se Petrarcone sia rimasto solo o meno. Il gruppo dei “fedelissimi” continua a dialogare con lui per cercare di capire se è ancora possibile arrivare ad una soluzione che sia condivisa con tutto il gruppo e con le forze del centrosinistra e civiche al fine di riconquistare il comune di Cassino dopo due anni e mezzo di disastri dell’amministrazione D’Alessandro-Abbruzzese».

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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