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Cassino 75esimo, premio Letterario "Le storie nella Storia". I protagonisti e l'annuncio a sorpresa

Da L'inchiesta quotidiano in edicola il 19 marzo - La cerimonia di premiazione degli studenti finalisti al III Premio Letterario Le storie nella Storia, ideato ed organizzato dall’Associazione Agorà Theodicea ed il convegno che l’ha preceduta, sono stati talmente ricchi di spunti di riflessione da aver catturato l’attenzione di tutta la platea raccolta nella Sala degli Abati venerdì 15 marzo. Si è aggiudicata il primo premio Miriam Corelli, del Liceo Scientifico “Michelangelo” di Pontecorvo, seguita al secondo posto da Mario Moretti, dell’IIS Pontecorvo, da Martina Gizzi del Liceo Classico “Carducci” di Cassino e da Elisa Bartolomei dell’IIS di Pontecorvo.
Menzione speciale a Lorenzo Rezza del Liceo Scientifico “Pellecchia” di Cassino e menzioni ex aequo a Sara Loffreda del Liceo Scientifico “Michelangelo” di Pontecorvo e a Elisa Spina del Liceo “Varrone” di Cassino. Applausi scroscianti e meritatissimi per tutti i ragazzi che si sono cimentati in una prova non facile, svolta nelle settimane addietro nell’Aula di Ingegneria dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, sotto forma di esame e con a disposizione alcuni documenti riguardanti “L’emigrazione degli italiani all’estero e la nostalgia del ritorno”. La commissione, presieduta dal professor Gennaro Rivera e composta dai professori Gaetano De Angelis Curtis, Adriana Letta, Anna Maria Cicellini, Giovanni De Vita e Francesco Gigante ha provveduto a stilare la non facile classifica, perché molti degli elaborati contenevano riflessioni di alto profilo. Con grande soddisfazione del presidente di Agorà, l’avvocato Marco D’Agostino, la serata è scorsa via tra approfondimenti di rilievo e relazioni che hanno lasciato il segno, anche nel corso degli indirizzi di saluto da parte di Don Nello Crescenzi, in rappresentanza della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, del Padre Abate Dom Donato Ogliari, del Commissasrio Straordinario BenedettoBasile, del Rettore Unicas Giovanni Betta, dell’avvocato Grazia Maria Sacco in rappresentanza dell’Ordine Forense di Cassino, del presidente della Banca Popolare del Cassinate, Donato Formisano, dello storico Gaetano De Angelis Curtis. Ognuno di loro ha portato un contributo personale e non solo di circostanza in merito all’argomento scelto, ricordando in particolare “la tragedia e il sacrificio, la rinascita e lo sviluppo, le partenze e la lontananza, la memoria e le storie di vita, le donne, gli uomini e le famiglie del Cassinate”. L’associazione Agorà non poteva scegliere data più significativa per trattare un argomento così emotivamente vicino al territorio: quel 15 marzo che 75 anni fa cancellò per sempre la Cassino pre-bellica e ne modificò la storia. Ai tanti che partirono da Cassino, dal cassinate, dalle terre messe a ferro e fuoco durante la seconda guerra mondiale è andato il pensiero di tutta la platea, condotta simbolicamente per mano anche dalla selezione musicale, straordinariamente eseguita dai Maestri Michele D’Agostino, Maristella Mariani, Alessio Potestio. Tra il pubblico, anche un emigrante molto noto e amato, quell’Emilio D’Alessandro che per anni fu il factotum del famoso regista Stanley Kubrick, così come un saluto a distanza è stato rivolto ad un altro emigrato d’eccezione, Tony Lamarra, che in Australia ha rivestito anche il ruolo di sindaco.
Ma una “sveglia” sul fenomeno dell’emigrazione, dopo l’articolato intervento del professor Giovanni De Vita dell’Università di Cassino, l’ha data alla platea il professor Gianni Blasi. Condotto in Canada quando era solo un bimbetto, ha vissuto tutto il disagio, l’inadeguatezza, le difficoltà dell’integrazione in un ambiente diverso, distante. Refrattario. In cui costruire, con fatica e tanta forza di volontà, il proprio futuro.
In un’altra lingua, in un altro Paese, lontano dalle proprie radici. “A casa mia- ha sottolineato-  si è sempre parlato in dialetto e mio padre non ha mai imparato perfettamente l’inglese. Ma io sono diventato un docente di Lingue. Se non avessi avuto canzoni come “Non ti scordar di me”, che abbiamo ascoltato in questa Sala, sarei forse diventato un delinquente. In quei ghetti io mi ero adattato e senza la musica sarei andato dietro le sbarre». La musica, il ricordo struggente da emigrato con la sua famiglia. Così il professor Blasi ha rievocato scene di vita familiare della sua esperienza in Canada, con un papà che con tanto impegno era riuscito a diventare un imprenditore di successo ma che, vinto dalla nostalgia del ritorno in Italia, aveva venduto tutto”. Un racconto che è servito anche per comprendere quanto siamo distanti, nel nostro Paese, dal concetto reale di diritto allo studio. «Quella che voi chiamate edilizia scolastica, in realtà è una vergogna». Riferendosi non solo alla fatiscenza degli edifici, ma anche alla mancata gratuità dei libri, dei quaderni, di tutto ciò che all’estero viene considerato normale poter offrire alle famiglie. Soprattutto, il non permettere che ci sia dispersione scolastica o che non si ottemperi all’obbligo di frequenza.
Opere d’arte a tema nel corridoio del Palagio Badiale
Il corridoio che conduce alla Sala degli Abati è stato trasformato, per l’occasione, in una esposizione di tre opere d’arte: quelle realizzate, sul tema della distruzione e ricostruzione, da parte degli studenti del IV A del Liceo Artistico di Cassino: Giorgio Montanaro, Miriam Abbate e Gennaro De Luca, che hanno ricevuto numerosi attestati di stima per le loro creazioni. E, restando in tema di riconoscimenti, vogliamo riportare qui la motivazione che la commissione ha stilato a sostegno della scelta per la vincitrice del Premio le Storie nella Storia, Miriam Corelli: “L’elaborato si è particolarmente distinto per la ricchezza delle conoscenze storiche, per il rigore e l’efficacia comunicativa delle argomentazioni sostenute da una visione critica in cui il passato diviene monito per la costruzione di una società civile fondata su valori etici universali”.
Il presidente D’Agostino: “Ora abbiamo un altro sogno”
Come ha sottolineato nel suo saluto il presidente di Agorà, l’avvocato Marco D’Agostino, il Premio Letterario, cresciuto enormemente, ora merita di fare un salto di qualità. «La novità che sogniamo per la prossima edizione è che questo Premio raggiunga una dimensione internazionale divenendo un Premio di Cassino città martire per la pace, interessando in sinergia tutte le Istituzioni del territorio qui rappresentate: l’Abazia di Montecassino, il Comune di Cassino, l’Università degli Studi di Cassino, la Banca Popolare del Cassinate. È un’opportunità di crescita per la nostra bellissima città, terra di San Benedetto, faro della cristianità e della cultura nel mondo. Sarà opportuno affiancare alla promozione della letteratura di qualità l’impegno nella valorizzazione turistico-culturale del territorio. Quindi il Premio potrà essere la scintilla di questo sviluppo e dovrà contribuire a diffondere l’immagine di Cassino in Italia e nel mondo. È un progetto ambizioso ma noi siamo convinti che per realizzare i sogni bisogna prima sognare o meglio imparare a sognare».

Fotoservizio di Alberto Costanzo

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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