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Arnaldo Zeppieri Arnaldo Zeppieri

Arnaldo Zeppieri dopo l'assoluzione. "Vite stravolte, difficile dimenticare"

«Non faccio altro che pensare agli ultimi sette anni, a tutto quello che ho vissuto, a questa esperienza che cambia la vita di chiunque. E immagino come possa sentirsi una persona più fragile di me nel dover affrontare prove del genere. A cosa rischia di andare incontro». E’ la voce di Arnaldo Zeppieri. Da poco più di 24 ore non è più nel ciclone giudiziario che lo
aveva mandato sotto processo per truffa aggravata nei confronti dello Stato. Il fatto non sussiste, ha sentenziato il giudice del tribunale di Frosinone, Giuseppe Farinella, giovedì pomeriggio. Era stato accusato di aver ottenuto in modo illecito 2,5 milioni di euro di contributi per l’editoria. L’equivalente dei beni che gli furono sequestrati mentre era l’editore del
quotidiano La Provincia, diretto da Umberto Celani, attraverso la Effe Cooperativa: redazioni diffuse capillarmente in tutto il territorio provinciale e a cui aveva voluto affiancare anche l’emittente Extra Tv. Una gran quantità di posti di lavoro, tanti collaboratori formati sul campo, ma anche una gran squadra solida di professionisti. Il tutto, mentre Zeppieri, imprenditore edile di Veroli ma anche lungimirante uomo d’affari innamorato della sua terra, ricopriva ruoli verticistici in Unindustria, all’Asi, alla Cassa Edile.L’indagine e poi il processo hanno rappresentato una caduta a picco. Morale e personale. «La vita è anche questo - aggiunge con tono sommesso - riuscire ad affrontare ciò che ti riserva, ma spero che quanto accaduto a me non si ripeta per altri. Che si rifletta bene prima di fare qualsiasi passo. Dovrei essere contento, ho tanti amici, si è chiuso un capitolo critico, ma non è facile cancellarlo. Penso a quante volte mi sono sentito solo, a come ho evitato gli ambienti che prima frequentavo, le cene, i salotti. E ai tanti posti di lavoro che avevo creato con orgoglio». Inevitabile e sofferto passaggio, perché purtroppo, nel tempo, quei posti di lavoro si sono sgretolati per ulteriori vicissitudini, fino a far scomparire la storica testata dalle edicole.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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