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Colonnese dopo la vittoria della Coppa Uefa nel '98 (foto Inter.it) Colonnese dopo la vittoria della Coppa Uefa nel '98 (foto Inter.it)

Frosinone-Inter, intervista esclusiva a Ciccio Colonnese

Francesco Colonnese, nome di un calciatore che è rimasto scolpito in modo indelebile nei ricordi dei tifosi dell’Inter. Alto, fisicamente possente e con grinta encomiabile, ha vissuto con la maglia nerazzurra tre stagioni fantastiche e dense di emozioni. Indimenticabili quelle dell’annata 1997-98. Pagliuca; Colonnese, Bergomi, Fresi e West. Cominciava così la filastrocca con cui i telecronisti annunciavano la formazione guidata da Gigi Simoni. Partendo dall’invalicabile muro difensivo contro cui sbatterono gli attaccanti di mezza Europa. Nomi di un calcio d’altri tempi. Un calcio fatto non solo di talento ma, soprattutto, di cuori e sentimenti. Le magie del “Fenomeno” Ronaldo, le rimonte epiche in Coppa Uefa, la vibrante ed infuocata volata scudetto con la Juventus e l’arbitraggio di Ceccarini che ancora oggi continua a far discutere. Solo alcuni dei momenti trascorsi in un’annata incredibile, culminata con la vittoria della competizione continentale nella finalissima disputata a Parigi al “Parco dei Principi” nel derby tricolore contro la Lazio. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, nella sua seconda vita “Ciccio Colonna” non ha affatto smesso di vivere il calcio, come dimostra il suo attivissimo account Instagram “Ciccio Colonnese” che conta oltre 42 mila follower e attraverso il quale racconta gara dopo gara la “sua” Inter interagendo costantemente con i supporters della Beneamata. In vista del match di questa sera del “Benito Stirpe” abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva, raccogliendo un suo commento tecnico. Disponibilità, gentilezza e competenze gli elementi dominanti.

Frosinone-Inter, che partita si aspetta?

«Sarà una gara combattutissima. Da quando è arrivato Baroni i giallazzurri hanno cambiato marcia. Sono una squadra compatta, aggressiva e ben ordinata in campo. Riescono sempre a dare il massimo, esprimendosi al meglio soprattutto in trasferta. Adesso, però, dopo le due splendide vittorie consecutive ottenute con Parma e Fiorentina hanno bisogno di continuità per mantenere vive le speranze salvezza. Il Frosinone è atteso da sette finali e con l’Inter sarà la prima di una lunga serie. Una partita dura nella quale serviranno anima e cuore. Ormai mancano poche gare e la necessità di fare punti è tanta».

I Ciociari, come da lei ricordato, sono reduci dal successo al fotofinish sul Parma e dal blitz inatteso di Firenze. Ora hanno l’obbligo di fare punti per tenere viva la speranza salvezza. Vede il loro destino già segnato?

«Sette punti di distacco dal Bologna sono tanti per una squadra piccola. Si è costretti a vincere sempre, sperando poi che le dirette concorrenti facciano passi falsi. E’ chiaro che i Ciociari dovranno compiere un miracolo per restare in Serie A, ma le ultime prestazioni disputate hanno dimostrato come nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato. Tutto è possibile, l’importante è crederci sempre e lottare».

Per Pinamonti sarà una sfida speciale contro la “sua” Inter, società proprietaria del cartellino. Con il gol siglato al Parma, tra l’altro, è diventato uno dei migliori marcatori Under 20 della Serie A insieme a Kean. La sorprende questa sua esplosione?

«A dire il vero non mi stupisce. Un ragazzo come lui aveva soltanto bisogno di giocare con continuità. Scendendo in campo con una certa regolarità ed avendo la fiducia del mister ha dimostrato di essere un attaccante valido. Per l’Inter in chiave futura potrà essere molto utile, ma in questo momento e nei prossimi anni sarà fondamentale continuare a giocare. Una piazza come Frosinone, in tal senso, rappresenta l’ideale».

In casa nerazzurra si profila un ballottaggio serrato tra il rientrante Lautaro ed Icardi. Secondo lei a chi si affiderà Spalletti dal 1’? Ed è impensabile vedere un’Inter schierata a due punte?

«Spalletti ha sempre giocato ad una punta e non penso che cambierà modulo. Sia Lautaro che Icardi vengono da due stop duraturi, ovviamente per motivi diversi. Credo che si alterneranno, con il numero 9 dall’inizio. Mi aspetto la solita Inter, schierata con il 4-2-3-1 con Nainggolan sulla trequarti e Politano e Perisic sugli esterni. Senza escludere, poi, la possibilità di vedere Keita nell’undici titolare».

Nelle ultime ore c’è stata la conferma del rinnovo di contratto di Skriniar. Un segnale importante della società che, di fatto, blinda in vista dei prossimi anni uno dei suoi giocatori più forti.

«E’ stata una scelta indubbiamente importante quella della società. Il difensore slovacco è giovane ed uno dei più forti in circolazione al mondo. Per puntare al massimo non devi perdere calciatori di questa portata e Skriniar è uno dei punti fermi dell’Inter attuale e di quella del futuro. Il suo rinnovo di contratto è la testimonianza più emblematica del fatto che la proprietà voglia fare le cose per bene».

Si parla già del futuro e di un probabile arrivo di Conte in panchina. Come giudica questi due anni di gestione Spalletti?

«Gli obiettivi sono stati centrati. Quest’anno ancora bisogna vedere ma credo che la squadra riuscirà a mantenere senza grossi problemi la terza posizione. Le analisi dovranno essere fatte a fine stagione, seduti intorno ad un tavolino con mente lucida. A Spalletti non gli si può imputare nulla, ma penso che lui stesso pensava di poter ottenere qualcosa in più con questa rosa. Avendo altri due anni di contratto è inevitabile che bisogna guardare a tutto, stravolgere non è semplice. Società e tecnico devono essere convinti di proseguire sulla stessa strada, portando avanti un progetto ambizioso. A fine anno vedranno insieme e decideranno per il bene dell’Inter a mente serena».

Roberto De Luca

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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