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Sanita' privata, i sindacati chiedono l'intervento della Regione contro i 7 licenziamenti di Villa Serena

«E’ una bruttissima Pasqua quella che si prospetta per una decina di lavoratori, del personale non medico, di Villa Serena. Nell’uovo hanno trovato una pessima sorpresa: la lettera di licenziamento»: lo denuncano in una nota a firma congiunta Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Ugl Sanità. «Senza aver riguardo per una regola non scritta di pace sociale connessa al periodo di festività, la proprietà della struttura residenziale di Villa Serena di Cassino ha dato seguito alla precedente comunicazione di apertura della procedura ed ha inviato le lettere di licenziamento». Immediata la reazione delle organizzazioni sindacali cha hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale non medico della Casa di Cura Villa Serena ed hanno richiesto l'attivazione ex lege della preventiva procedura di raffreddamento e conciliazione delle controversie. Contempo- raneamente sono state coinvolte le Segreterie regionali delle organizzazioni dei lavoratori che stanno chiedendo l’intervento della Regione Lazio sulla proprietà. «Non è possibile - scrivono i segretari delle quattro organizzazioni - che una struttura convenzionata con la sanità pubblica abbia un comportamento anti sindacale, non rispetti i Contratti Nazionali, sfugga al confronto con le parti sociali, pratichi il dumping contrattuale facendo rientrare dalla finestra qualche lavoratore licenziato, che viene assunto da qualche cooperativa, cui vengono affidati dei servizi, chiaramente ad una retribuzione più bassa. Non è credibile che un colosso come il gruppo Neuromed, proprietario di 16 strutture in diverse regioni, non riesca a governare la fantomatica difficoltà finanziaria dichiarata, non imputabile ai lavoratori, e la scarichi solo sulla struttura di Cassino. Che cosa viene imputato ai lavoratori? Che, continuando ad assicurare l’assistenza ai degenti, che il servizio pubblico paga regolarmente, hanno accettato la Cassa Integrazione, i contratti di prossimità, la riduzione e la dilazione nel pagamento degli stipendi? Non appena le OO. SS., a nome e per conto dei lavoratori, hanno provato a chiedere chiarimenti la risposta è stata l’apertura e la definizione della procedura di licenziamento».  In conclusione, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Ugl Sanità chiedono alla Neuromed SpA «il ritiro immediato dei licenziamenti, l’apertura del confronto previsto dalla normativa vigente, il ripristino delle corrette relazioni sindacali all’interno di Villa Serena di Cassino; alla Regione Lazio l’apertura di un confronto sulle modalità di gestione delle strutture della Neuromed SpA, accreditate con il servizio pubblico».
Intanto centinaia di lavoratrici e lavoratori, insieme a Filcams CGIL Roma Lazio, Fisascat CISL Roma Lazio, Uiltucs UIL Roma Lazio e Uiltrasporti UIL Roma Lazio, hanno scioperato sotto la sede della Regione Lazio per chiedere a gran voce e compatti che vengano rispettati i propri diritti. Le Organizzazioni Sindacali chiedono da tempo il ritiro in autotutela dei bandi di gara riguardanti la refezione, servizi, pulizia e sanificazione nella Sanità.
Grazie alla mobilitazione avvenuta è stata convocata una delegazione in Regione Lazio per discutere con i Capi Segreteria degli Assessorati Sanità e Lavoro e il Capo Gabinetto Roberti Albino.  Quest’ultimo si è impegnato a produrre per il prossimo 23 aprile, l’elaborazione di un testo contenente una norma di Legge che garantisca in sede di cambio d’appalto quanto da noi rivendicato, ossia le medesime condizioni riguardanti la garanzia occupazionale, salariale e contrattuale per tutte le lavoratrici e i lavoratori che operano all’interno degli Appalti Sanità della Regione Lazio. I sindacati hanno avanzato inoltre la richiesta di sospensione dell’apertura delle buste dei Bandi di Gara.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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