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Castrocielo, il sindaco Materiale: «Le piante di pino sulla Casilina? Messe in sicurezza o abbattute»

Un signore, qualche giorno fa, ha indirizzato al comune di Castrocielo, una lettera nella quale lamentava l’avvenuto taglio di pini marittimi lungo la via Casilina, in territtorio di Castrocielo, richiedendo, nel contempo, «di avere la relazione tecnica o quant’altro in base alla quale sono stati effettuati gli abbattimenti lungo la S. R 6 Casilina in territorio del comune di Piedimonte San Germano». A tale missiva ha prontamente replicato il sindaco di Castrocielo, prof. Filippo Materiale. «In merito va premesso innanzitutto che non è dato comprendere perché si sia rivolto a questo comune e non al comune di Piedimonte San Germano. Il sottoscritto, poi, la invita a rivolgere ad altri le considerazioni circa l’utilità degli alberi perché questa mi è già nota da tempo, anzi da sempre. Allo stesso modo è noto al sottoscritto il pericolo che quelle piante di pino costituivano già prima del tragico incidente che costò la vita a due innocenti, rei solo di percorrere una strada pubblica, allora regionale, oggi statale, in un momento “sbagliato”; come pure è arcinoto l’imminente pericolo che molte di quelle piante di pino ancora costituiscono per l’incolumità pubblica e privata. Non si capisce, ad esempio, perché l’Anas, nonostante informata da questo Comune, non abbia ancora abbattuto piante di pino dalla chioma pesantissima e chiaramente inclinate: ciò si può constatare ad occhio nudo. Di quale “perizia tecinca” c’è bisogno per abbattere una pianta di pino che rischia chiaramente di rovinare da un momento all’altro su una grande arteria come la Strada Statale n. 6 Casilina? Quanto al parere, del tutto personale e soggettivo, del sottoscritto, tutte le piante di tipo marittimo lunga la Casilina messe a dimora fall’Anas oltre mezzo secolo fa e mai, o raramente, potate, andrebbero messe in sicurezza e/o abbattute. Metterle in sicurezza, naturalmente, significa metterle nelle condizioni di impedire che non solo un ramo ma che neanche una pigna cada sulla carreggiata e si abbatta sul malcapiato guidatore di un motorino o sul parabrezza di una macchina, mandaldolo in frantumi e ferendo il guidatore, se fortunato. Si spera che una buonba volta la tanto ventilata coscienza sull’utilità, sulla necessità e sul valore di una pianta si coniughi con la primaria esigenza della sicurezza e con la sacralità della vita. Chi scrive è in re “verde” e “ambientalista”: lo dimostrano le cure riservate al verde, alla natura, all’igiene ed al decoro del territorio, ma è nello stesso tempo fermamente rispettoso delle prerogative della sicurezza e della vita umana».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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