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Deprivazione materiale in calo. Ovvero a tutto ci si abitua

Nella mia città il 26 maggio si vota. Forse anche nella vostra, chissà. E mentre ascolto le aperture di campagna elettorale, con tutti i punti di vista molto territoriali su urgenze locali, le agenzie di stampa del Paese mi segnalano che è in forte calo la deprivazione materiale.Lo dicono le tabelle Eurostat. Sembra una cosa buona. Ma sarà vero? Se approfondisco, mi spiegano in poche righe che non sono più una marea (ma poco meno) le persone che non possono permettersi di affrontare spese una volta considerate normali.

Come pagare il mutuo, farsi curare, mangiare carne e pesce senza decidere se l’uno o l’altro, magari una volta al mese. E perfino uscire ogni tanto per una pizza con i figli. Le vacanze? Beh, senza esagerare qualcosa ci scappa.  Evitando l’autostrada e limitandosi ad una uscita fuori porta. Nel senso letterale del  termine.

Dovremmo applaudire. Invece c’è ancora poca serenità in giro. E molta instabilità. Un 2% sta un po’ meglio di prima, è già qualcosa. Ma io, contro corrente, penso solo che a tutto ci si abitua. Anche alla precarietà e alla deprivazione materiale. Si diventa più oculati, si accumula non denaro, ma rinunce. E alla fine ci si rende conto che si può vivere lo stesso. Abbastanza male, a volte. Ma ci sono momenti in cui si sorride. E quindi ci si concentra su quelli.

 Si torna a riciclare gli abiti, a non gettare ciò che avanza ma a congelarlo. A parcheggiare la macchina e camminare a piedi. Ad evitare la palestra e fare jogging, che è gratis. A non sprecare.  Né tempo né parole inutili. Nel cercare che qualcuno ti risolva il problema. E’ tuo e di molti altri, ma qui l’unione non fa nessuna forza. Si deve solo evitare di annegare.

Ecco perché, cara politica, devi tornare ad essere umana. Non voltare lo sguardo, non alimentare le guerre ma rasserena gli animi, non fare promesse inutili ma crea le condizioni per non far andare a fondo chi ha già un mattone che lo spinge giù. Ed è inseguito dai creditori, dai debiti, dalle banche, dai call center. Sarà anche in calo la deprivazione materiale, ma quella emotiva e morale è davvero in caduta sempre più libera. Insieme alla libertà e alla dignità.

Rita Cacciami

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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