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Il segretario generale della Cgil FRosinone-Latina, Anselmo Briganti Il segretario generale della Cgil Frosinone-Latina, Anselmo Briganti

Cgil Frosinone, Briganti: unici spiragli i fondi per la Valle del Sacco e lo sblocco di quelli dell'area di crisi

«Con l’“Appello per l’Europa” sottoscritto unitariamente, dopo vari momenti di riflessione e confronto, da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, le parti sindacali e datoriali, vogliono mettere al centro dell’attenzione dei cittadini temi fondamentali quali la pace, la crescita, lo sviluppo e la convivenza civile dell’intera Europa, che si appresta all’importante appuntamento con il voto di maggio in una fase di grande incertezza, sia sul versante economico sia su quello sociale. C’è la necessità che anche in Europa si facciano politiche diverse pensando ai più deboli, ai giovani che non hanno prospettive per il futuro. Insomma nel documento nazionale sottoscritto insieme a Confindustria proviamo ad indicare le cose che l’Europa non ha fatto fino ad oggi. Del resto il 16 maggio abbiamo un’iniziativa a Ventotene con i segretari nazionali e cercheremo di promuovere il trasferimento del documento di Spinelli nei processi decisionali dell’Europa di oggi»: così Anselmo Briganti, segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina.
E’ davvero questa la priorità per nazioni in crisi come la nostra?
«Ci stiamo rendendo conto che bisogna cambiare la situazione complessiva e che, prima di tutto, l’Europa non può essere solo quella delle banche e della finanza».
Le istituzioni comunitarie devono evitare an­che la concorrenza sleale tra le economie.
«Esatto, basta pensare alle delocalizzazioni. In provincia abbiamo vissuto il caso Ideal Standard. Un’azienda che non andava male ma che andava smantellata per consentire maggiore profitto. Cosa che accade anche per altre realtà produttive importanti che vengono trasferite all’estero. Anche su questo l’Europa deve lavorare uniformando e alleggerendo la tassazione ed il costo del lavoro. Perché alla prova dei fatti, al di là delle chiacchiere, tasse e oneri sulle buste paga on vengono tagliati da nessuno».
Per la nostra provincia economicamente c’è qualche spiraglio?
«Penso ai 53 milioni stanziati per la Valle del Sacco: potrebbero aiutarci a iniziare un percorso virtuoso per l’occupazione dopo gli ultimi anni caratterizzati dalla chiusura  di tante aziende, da migliaia di lavoratori che hanno perso il posto. Ci sono i 1600 ancora non messi in sicurezza con la mobilità in deroga dell’area di crisi».
Il sottosegretario Durigon ha annunciato la soluzione imminente.
«C’è un documento non ancora ufficiale sulla base del quale dovrebbero essere destinati circa 20 milioni di euro all’area di crisi Frosinone / Anagni - Rieti. Ma non saranno sufficienti. La cifra necessarie è di almeno 30 milioni per coprire tutto il 2019. Peraltro non posiamo continuare con gli ammortizzatori sociali ma abbiamo necessità di lavoro. Occasioni con la pubblica amministrazione non paiono possibili. Proveremo a rilanciare con Governo, Regione e Provincia il discorso delle politiche attive. Se riusciamo a creare opportunità per il bacino dei 1600 e per i giovani sarà una grande vittoria».
Resta il nodo Fca.
«Infatti. Siamo preoccupati. C’è la necessità di capire fino in fondo piani e investimenti per il sito di Piedimonte. La nostra attenzione resta davvero massima».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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