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Legali e consulenti di Donatella Di Bona Legali e consulenti di Donatella Di Bona

La difesa di Donatella: «E’ innocente ed è stata spinta a mentire da una persona che teme e di cui è succube»

«Il sopralluogo è stato molto interessante e le scene sono state “congelate”» ha esordito con queste parole il criminologo Carmelo Lavorino, consulente insieme al medico legale Maria Viglialoro, di Donatella Di Bona. «Sono state cercate tracce di qualunque tipo riconducibili alla mamma di Gabriel, alla vittima e a terze persone. Ora dovremo aspettare gli esiti fotografici, clinici, le analisi biologiche e cliniche. La morte di Gabriel - stando agli atti - potrebbe essere collocata presumibilmente nell’arco orario che va dalle 15 alle 15,30. In ogni caso dobbiamo aspettare che emergano i dati info-investigativi sulle tracce repertate e comportamentali dopodiché proporremo la nostra ricostruzione della dinamica dei fatti e ciò che è realmente accaduto. E’ la prima volta che abbiamo avuto accesso alle scene, per questo dateci il tempo di eleborare le informazioni». 
La difesa di Donatella Di Bona, rappresentata dagli avvocati Chiara Cucchi e Lorenzo Prospero è certa che la ragazza sia innocente. «Crediamo che Donatella non sia l’assassina - hanno dichiarato i difensori - anche se ha reso dichiarazioni poco attendibili per paura di possibili ritorsioni. Lei però ha sempre dichiarato di aver messo la mano sulla bocca al bambino esclusivamente per farlo calmare. Siamo totalmente convinti della sua innocenza. Sarà la Procura ad individuare chi ha commesso il delitto».
Il professor Lavorino fornisce dettagli ancora più incisivi: «Donatella è stata spinta a mentire da qualche persona di cui è succube, che temeva e teme. Qualcuno ha fornito alibi falsi ed era presente al momento del delitto. Ciò che dobbiamo fare è rendere giustizia al bimbo senza alcuna falsità». 
Si intuisce dalle dichiarazioni del pool difensivo che Donatella subiva l’influenza del suo amante. Quel «qualcuno» che avrebbe spinto la ragazza a mentire è - per la difesa - Nicola Feroleto. E’ probabile, inoltre, che la ragazza fornisca ancora un’altra versione di quanto accaduto il 17 aprile scorso. «E’ ancora sotto choc - come precisano i legali - ed ha realizzato di aver perso il figlio».
Oggi il professor Lavorino andrà in carcere a Roma per incontrare la Di Bona. 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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