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Cassino, cimitero esaurito. Prime 63 revoche di loculi ma si prepara una seconda serie

Il commissario prefettizio del Comune di Cassino, con la determina dirigenziale 437 dell’11 aprile 2019, ha approvato l’avviso pubblico dal titolo “revoca concessioni in uso perpetuo rilasciate prima dell’anno 1975”. La decisione deriva, per il cimitero di San Bartolomeo,  dalla «condizione emergenziale definitiva prevista dal Rcpm approvato con delibera consiliare numero 109/24 del 4 dicembre 1994», per la quale «le concessioni a tempo determinato di durata eventualmente eccedente i 99 anni, rilasciate anteriormente alla data di entrata in vigore del Dpr 21 ottobre 1975 numero 803, possono essere revocate, quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero. Tutte le concessioni si estingono con la soppressione del cimitero salvo quanto disposto nell’articolo 98».
Il commissario ricorda, tra l’altro, che «la natura demaniale dei cimiteri è incompatibile con la perpetuità delle concessioni le quali, proprio a causa della loro durata indeterminata, finirebbero per occultare o radicare un diritto di proprietà sul demanio che per sua natura è un bene pubblico destinato al vantaggio dell’intera collettività».
Il Comune di Cassino, dunque, rende noto che «le concessioni in uso di loculi presso il cimitero rilasciate anteriormente al 1975 per le quali siano trascorse 50 anni dalla tumulazione dell’ultimo defunto sono revocate». Segue un elenco di 63 concessioni revocate.
Il commissario invita, quindi, i titolari delle concessioni o gli eredi affinché si rechino presso gli uffici dell’area tecnica del servizio ambiente sito al secondo piano del fabbricato di via Tommaso Piano «ai fini di fornire indicazioni sulla dignitosa sistemazione delle spoglie del defunto, attesa che possono essere attuate, secondo norma, le seguenti soluzioni: 1) prorogare la concessione per un periodo ulteriore di 10 anni; 2) non prorogare la concessione e optare come segue: a) procedere con l’estumulazione della salma ed all’eventuale cremazione con collo- cazione delle ceneri o dei resti mortali in ossari comuni; b) procedere con l’estumulazione della salma con collocazione della stessa o resti mortali in loculo già disponibile alla famiglia con le spese a carico dell’utente». Decorso il termine di 90 giorni - spiega sempre l’avviso pubblico - «in assenza di comunicazione da parte dei titolari delle concessioni ed eredi si procederà all’estumulazione d’ufficio ed al deposito nell’ossario comune dei resti mortali».
Salvatore Avella, noto per il suo impegno ambientalista e nei comitati civici, denuncia innanzitutto un deficit di informazione: «I cassinati neppure conoscono questo provvedimento. Oltretutto subiscono le conseguenze della grave irresponsabilità di chi non ha portato a termine l’ampliamento del cimitero e la costruzione dei nuovi loculi finiti al centro di uno scandalo per l’utilizzo di materiale difforme da quello previsto nel capitolato».
Avella invita, quindi, «i cittadini di Cassino affinché vadano ad informarsi negli uffici competenti anche perché è pubblica solo la prima parte dell’elenco delle concessioni da revocare ma ce ne sono molto altre. A questo punto mi chiedo: ma gli aspiranti sindaci cosa propongono vista questa emergenza? E considerati anche i notevoli aumenti delle spese di tumulazione non prendono posizione e impegni? Ovviamente, e specie in questa fase elettorale, spettiamo risposte».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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