L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Uno dei bus preso d'assalto Uno dei bus preso d'assalto - Foto Michele Di Lonardo

75° al cimitero polacco, dopo la cerimonia il caos per migliaia di persone

Tutto chiuso al traffico fin dalle 15.00 di ieri, con la riapertura prevista dopo le 20.00,  la certezza di poter usufruire delle navette per salire e scendere, dalle 11 del mattino con ritorno entro le 21.15 con l’ultimo “Shuttle” da Montecassino. E forze dell’ordine a presidiare ovunque sulla riuscita dell’evento, la viabilità e la sicurezza degli ospiti. La macchina organizzativa era partita con molto anticipo, doveva essere una cerimonia indimenticabile per migliaia di cittadini polacchi e per i numerosi italiani che ieri avevano deciso di prendere parte alle commemorazioni per il 75esimo anniversario della battaglia di Montecassino. Alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, del Presidente della Repubblica di Polonia Andrzej Duda, dei soldati del 2° Corpo d’Armata polacco residenti in Polonia e all’estero e le loro famiglie, oltre ai presidenti delle più grandi organizzazioni di veterani.  L’arrivo al Cimitero Militare Polacco di Montecassino delle alte autorità era previsto prima delle 17.00, orario di inizio della manifestazione nel centesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Polonia.  

Non  è andata propriamente così. Anzi, tutt’altro.L’arrivo delle autorità non ha rispettato la tabella di marcia, la cerimonia è iniziata con notevole ritardo e quando il presidente della Polonia ha lasciato l’Abbazia erano già le 20.40, l’organizzazione ne ha risentito pesantemente perché le disposizioni prevedevano che nessuno potesse lasciare il luogo della cerimonia finché i due capi dello Sato non fossero andati via. Da quel momento è stato un crescendo di disagi e di disperazione. Al cimitero polacco erano giunte 5mila persone, 50 le navette salite su, solo 20 gli autobus autorizzati a salire sui tornanti. Inimmaginabile il caos che si è creato quando le forze dell’ordine hanno lasciato l’area del cimitero polacco alla partenza di tutte le autorità in elicottero: solo 5-6 agenti della Questura ed un solo responsabile della Polizia ad assumere il controllo delle difficilissime operazioni di quello, che a tutti gli effetti, è diventato “un piano di evacuazione”.

Un km di autobus bloccati, centinaia e centinaia di persone, molte delle quali anziane, senza acqua, al buio, senza la possibilità di accedere ad un servizio ristoro o ai bagni. Per poter fare salire le navette in grado di recuperare le persone rimaste ai piedi dell'abbazia, gli agenti hanno creato una biforcazione al cimitero polacco per un senso unico alternato dei mezzi. E nello stesso tempo hanno dovuto provvedere a calmare gli ospiti, evitando che la situazione degenerasse e che si avviassero, con grave pericolo per la loro incolumità, a piedi lungo i tornanti. Con tanti bambini al seguito. E le persone a farsi luce con le torce dei cellulari. Ben 68 bus sono arrivati a Cassino solo alle 23.30. Un vero e proprio incubo. Una giornata da dimenticare. Un disastro. Cosa non ha funzionato? Dove si è inceppata la macchina organizzativa, autorizzando le forze dell’ordine a lasciare la zona mentre migliaia di persone erano ancora sul monte e bisognose di aiuto? Sul posto anche numerosi giornalisti e fotografi, alcuni dei quali sono scesi a piedi. La rabbia di Michele Di Lonardo, da semper impegnato ad accogliere i numerosi ospiti stranieri, che per primo sui social ha denunciato quanto accaduto.

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604