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ESCLUSIVA - Zavaglia: «Inzaghi e Nesta nomi intriganti per il Frosinone»

I  giorni che stanno vivendo i tifosi del Frosinone sono densi di attesa, caratterizzati dalla forte curiosità di conoscere il nome di chi siederà nella prossima stagione sulla panchina del Leone ed al quale la società giallazzurra affiderà il compito di disputare una stagione di vertice, provando subito a tornare in Serie A. I profili accostati in queste ultime settimane al club Ciociaro sono stati innumerevoli e nelle ultime ore in pole position sembrerebbero esserci Filippo Inzaghi ed Alessandro Nesta insieme a Fabio Grosso. Ma nel mercato, si sa, le cose possono cambiare rapidamente. E nella giornata di ieri abbiamo avuto il piacere di intervistare Franco Zavaglia: persona di spicco  nel calcio professionistico italiano, partendo dalle giovanili per arrivare alla Serie A, e noto agente, fra i tanti calciatori di livello assistiti, per svariati anni dell’ex capitano della Roma Francesco Totti, ci ha raccontato in esclusiva le sue sensazioni in merito a quella che sarà la scelta definitiva del Frosinone.

Tanti nomi in lizza per la panchina del Leone. Il presidente Stirpe ha tracciato un identikit ben preciso e tra i papabili figurano profili importanti come Pippo Inzaghi, Alessandro Nesta e Fabio Grosso, oltre a Beppe Iachini. Secondo lei alla fine chi la spunterà?

«Se conosco bene i dirigenti del club Ciociaro credo che punteranno su un allenatore giovane ma di un certo spessore. Uno che sa dare alla sua proposta di calcio le idee giuste, imprimendo la propria mentalità con caparbietà. Il presidente Stirpe, del resto, queste scommesse le ha sempre fatte. Stellone, ad esempio, insegna molto. Alla fine se ci sono dei contatti con Inzaghi e Nesta, credo che senz’altro potrebbe spuntarla uno dei due. Magari accantonando anche qualche allenatore con esperienza. In questi casi si parla comunque di mister che hanno delle idee di calcio ben precise, con un’identità definita e riconosciuta da tutti. Diverso è il discorso per tecnici emergenti come Inzaghi e Nesta, i quali sono entrambi ottimi allenatori. Nesta, poi, è un innovatore anche sotto il profilo della gestione del gruppo. Ho avuto modo di vederlo all’opera a Perugia. Per questo credo che se dovesse scegliere uno dei due, la società farebbe una grande mossa».

Due ex rossoneri che si contendono una panchina evidentemente ambita per la cadetteria..

«Il presidente Stirpe ha detto più volte in maniera esplicita che cercherà di risalire il prima possibile in A. Purtroppo ha avuto due esperienze non di certo positive. La programmazione in questi casi fa la differenza, così come il bagaglio di vissuto in termini sportivi e calcistici. Ma Frosinone è una piazza importante ed è normale che sia desiderata da tanti allenatori». La scelta del nuovo tecnico sarà fondamentale per impostare le strategie da condurre in sede di mercato estivo. E’ d’accordo con chi crede che a Frosinone sia giunto il momento di dare origine ad un nuovo ciclo?

«Innanzitutto bisogna dire che il ciclo del Frosinone è partito da una solida base di settore giovanile. Parecchi giocatori che furono campioni d’Italia con la Berretti passarono in prima squadra. Contribuirono alla storica scalata dalla C alla B. Ancora oggi in rosa ci sono Gori e Paganini, nonostante quest’ultimo sia vicino al passaggio al Cagliari da come si vocifera. Personalmente ho sempre creduto che bisognerebbe avere la lungimiranza di guardare oltre le classiche espressioni. I cicli possono continuare, è chiaro che poi un giocatore può avere l’ambizione di restare in Serie A con club più blasonati. Quando vengono meno le motivazioni è importante riconoscerlo. Ma non parlerei di ciclo finito, quanto più di un bisogno inevitabile di ricambio».

Che tipo di mercato si aspetta dai giallazzurri?

«Salvini e Stirpe sanno cosa devono fare. L’importante sarà evitare di ripetere gli errori commessi l’anno scorso. Errori di valutazione nella scelta dei singoli che hanno condizionato una stagione. Ecco, la dirigenza dovrà prendere gente motivata e pronta a dare il massimo per la maglia».

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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